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06/07/2021

Ricorso al Tar e costi dei servizi Niente gara milionaria alla Moro

Messaggero Veneto - Anna Buttazzoni

Il Cda revoca in autotutela il bando. Il presidente: «No a cause dispendiose» L'istanza è stata presentata dal consorzio che sta gestendo il servizio codroipo
Anna Buttazzoni / codroipoUna segnalazione del Comitato paritetico regionale delle cooperative sociali, presieduto da Gian Luigi Bettoli, e un ricorso al Tar - dichiarato improcedibile - e la gara viene cancellata. Una gara milionaria per stabilire chi gestirà i servizi per anziani, disabili, malati di Alzheimer e asilo nido all'Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp) "Daniele Moro" di Codroipo e i servizi sociali negli 11 comuni affidati dai sindaci all'Asp. Il bando, europeo, riportava la scadenza del 9 luglio, adesso se ne riparlerà probabilmente a settembre, con altri criteri e altre scadenze.A decidere la revoca in autotutela è stato il Cda della Moro, presieduto da Giovanni Castaldo, «perché non vogliamo lunghi e costosi contenziosi che peserebbero sulle casse dell'Azienda e quindi sui servizi», spiega Castaldo. A sollevare i dubbi è stata una segnalazione del Comitato e poi il ricorso promosso da Vives, il Consorzio che dal primo gennaio 2014 sta gestendo i servizi alla Moro. Affidatosi all'avvocato udinese Roberto Paviotti, il Consorzio ha puntato l'attenzione sulla base d'asta dei servizi, base d'asta considerata troppo bassa. Costi insostenibili, insomma, secondo Vives tanto da convincere il Consorzio a presentare ricorso al Tar chiedendo la sospensione della gara. Questione di matematica, dicono da Vives, fondata sul rapporto ore-costo del servizio. E a quelle condizioni il gruppo non sarebbe riuscito a presentare la propria offerta. «Siamo fiduciosi che nel nuovo bando cambieranno alcuni elementi, anche perché nel frattempo ci sono stati dei chiarimenti», commenta Paviotti. I giudici del Tar, con sentenza pubblicata ieri, hanno dichiarato il ricorso improcedibile perché nel frattempo la gara è stata cancellata dalla Moro e hanno compensato le spese (l'Asp quindi non pagherà nulla) in quanto «il provvedimento con cui è stata revocata in autotutela la procedura di gara gravata è sorretto da una pluralità di ragioni, non propriamente riconducibili alla mera necessità di emendare gli atti di gara dai vizi denunciati dall'odierna ricorrente», scrivono i giudici.Castaldo è convinto della bontà giuridico-amministrativa della gara nonché della quantificazione della base d'asta e dei costi e spiega la decisione presa. «Ho proposto al Cda la revoca in autotutela del bando per il bene dell'azienda e per non intaccare i servizi che stiamo erogando. Il Cda - dice il presidente - ha convenuto con me. Il bando ottempera alle norme europee, nazionali e regionali, è corretto sotto gli aspetti giuridico e amministrativo, ma per difendere le nostre ragioni avremmo dovuto aprire un contenzioso senza considerare il tempo necessario per arrivare alla sentenza. Il buonsenso ci ha quindi consigliato di revocare la gara. La prossima settimana discuteremo gli sviluppi in Cda».La gara revocata aveva un valore a base d'asta di quasi 23 milioni complessivi per cinque anni, che superavano i 40 con il rinnovo di ulteriori quattro anni, con clausola di salvaguardia per i 200 addetti attualmente impegnati. I servizi da garantire coinvolgono circa 220 persone tra anziani della casa di riposo, malati di Alzheimer nel centro diurno, due comunità alloggio per disabili (una a Codroipo e una di nuovo avvio a Camino al Tagliamento), l'asilo nido aziendale e circa 2.600 assistiti negli 11 comuni. --© RIPRODUZIONE RISERVATA