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19/06/2020

Richiedenti asilo La lente dei pm anche sui bandi di Palazzo Frizzoni

Corriere della Sera - Giuliana Ubbiali gubbiali@corriere.it

Accoglienza dei migranti L'inchiesta
Il Comune: confidiamo nel lavoro della magistratura La posizione di un assessore va verso l'archiviazione Le altre accuse Tra presunte fatture false e tempi truccati per l'accoglienza: fino a 80 indagati
Migranti, accoglienza, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). È il Comune che dà la disponibilità, partecipando ai bandi nazionali per ricevere i finanziamenti, e con le gare affida la gestione ad associazioni e cooperative. É una conseguenza logica, allora, che l'inchiesta a più filoni che coinvolge il fronte bergamasco dell'accoglienza, con Caritas e Ruah, sia passata anche dalle parti del Comune di Bergamo.

Premessa: l'indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo riguarda il 2017 e il 2018, si è gonfiata fino a un'ottantina di nomi e, ora, trentotto persone hanno ricevuto o stanno ricevendo l'avviso di garanzia. È ragionevole pensare che diverse posizioni siano ritenute marginali e che verranno stralciate. Dipende dal pm Fabrizio Gaverini, che ha ereditato il fascicolo dal collega Davide Palmieri.


Allo stato, l'epilogo a carte scoperte è di tre arresti (ai domiciliari, il pm aveva chiesto il carcere): padre Antonio Zanotti, frate fondatore e guida spirituale della cooperativa sociale Rinnovamento con sede legale a Romano di Lombardia, la presidente Anna Maria Preceruti e l'economo Giovanni Trezzi. Ma anche solo dal numero delle persone coinvolte è evidente che ci sia o ci sia stato molto altro. Episodi approfonditi e sui quali probabilmente la procura ha le idee chiare, ma anche scenari ancora da approfondire.


Non si sa a che punto sia il fronte del Comune, dove l'indagine ha sfiorato un assessore e coinvolto due dipendenti, tra cui una funzionaria. «In merito al presunto coinvolgimento di alcuni propri funzionari, il Comune di Bergamo confida che il lavoro della magistratura possa presto accertare la piena correttezza del loro operato - la nota di Palafrizzoni -, che per altro è stato oggetto di un costante monitoraggio da parte del Ministero dell'Interno».


Viaggerebbe sui binari di un'archiviazione, ma in origine è stata ipotizzata la turbativa d'asta legata al bando Sprar del marzo 2018 vinto dall'Ati costituita da Diakonia - Ruah - il Solco Città Aperta. L'unione e l'esperienza fanno la forza o il bando era tale da scoraggiare altri a partecipare? Si sono chiesti gli investigatori, che hanno approfondito anche quello, sempre di marzo 2018, per i progetti rivolti agli emarginati vinto dall'Ati con l'Opera Bonomelli come capofila, Diakonia, Ruah, Pugno Aperto, Bessimo, Con-Tatto e Patronato San Vincenzo. Nomi noti, spesso gli stessi, con il loro carico di esperienza su numerosi progetti che si prendono carico degli ultimi.


Ma è la componente economica dell'accoglienza che i carabinieri hanno voluto approfondire. Quei 35 euro per ospite che ritengono siano arrivati anche quando non spettavano, attraverso l'associazione per delinquere ipotizzata nel filone Rinnovamento ma anche nel filone Ruah-Diakonia.


Nel secondo, con don Claudio Visconti, direttore della Caritas di Bergamo fino al 26 agosto 2018, ritenuto il promotore. Un punto di riferimento che secondo gli investigatori «controllava le dinamiche dell'accoglienza migratoria e la successiva gestione, riuscendo a condizionare le istituzioni interessate». Anche su questa parte dell'indagine si sa poco, salvo l'invio degli avvisi di garanzia. L'ipotesi è che alla prefettura venisse comunicata l'uscita del migrante dal centro di accoglienza tempo dopo quella effettiva, per continuare a ricevere il contributo (la quantificazione è di 50 mila euro). Che, per lo stesso motivo, figurassero presenti ospiti che in realtà erano altrove a lavorare. Tra le incolpazioni, anche la presentazione di fatture per spese in realtà non sostenute, come gli affitti. «L'associazione Diakonia dichiara la totale disponibilità verso la magistratura - la nota di martedì sera - ,affinché possa svolgere le indagini su una questione con tracciabilità e rendicontazione, in uno stile di collaborazione con le istituzioni dello Stato e le forze dell'ordine».


È un'inchiesta complessa e con dei passaggi pochi chiari, dovuti forse anche al tempo trascorso. Per esempio, alcuni nomi indicati come indagati nell'ordinanza non sono destinatari di avviso di garanzia. Potrebbe essere una strategia oppure, più semplicemente, una scelta figlia di una scrematura.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

35

euro

il contributo erogato dallo stato agli enti e le associazioni che gestiscono i migranti


Foto:

Tra storia
e attualità
Nelle due foto più piccole a sinistra, dall'alto: Bruno Goisis, della cooperativa Ruah, durante
la sistemazione di spazi per accogliere
i richiedenti asilo. Sotto, di spalle,
a Filago, un richiedente
asilo appena arrivato in Italia. A fianco,
un carabiniere dopo la notifica degli atti, martedì,
nelle sedi delle comunità gestite dalla cooperativa Rinnovamento
di Padre Antonio Zanotti: l'inchiesta
della Procura
di Bergamo
e dell'Arma
è iniziata da lì

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