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24/11/2019

Riapre il ponte ‘maledetto’ sul Pogliaschina

QN - La Nazione

BORGHETTO Riaprirà martedì alle 13 il secondo ponte sul torrente Pogliaschina, quello della statale Aurelia che, complice un appalto 'sfortunato' che ha costretto l'Ente nazionale delle strade a stralciare i contratti sia con il vincitore della gara, sia con l'azienda subentrata successivamente, attende ancora di essere abbattuto e ricostruito, così come previsto dal progetto originario. A più di otto anni dalla tragedia che ha sconvolto il paese, il ponte sulla statale riapre praticamente nelle stesse condizioni in cui si trovava quando era stato chiuso, anni fa, per permettere i lavori. I lavori di sistemazione eseguiti nelle scorse settimane sul vecchio ponte dell'Aurelia - riprofilatura delle sponde dell'alveo, e sistemazione dell'area di cantiere - sono stati valutati positivamente da Anas, che venerdì scorso ha vergato l'ordinanza di riapertura al transito sull'infrastruttura a tutte le categorie di veicoli, con il limite di velocità fissato a 30 chilometri orari. Questo, nell'attesa che venga espletata una nuova gara d'appalto per la realizzazione del nuovo ponte. Certo è che si tratta di un infrastruttura sulla quale tanti cittadini nutrono forti dubbi, essendo stato quella che, con la complicità di detriti e alberi, ha causato l'esondazione del torrente che ha determinato morti e distruzione nel borgo della media Val di Vara. Un'infrastruttura che nelle relazioni tecniche stilate gli scorsi anni viene definita «totalmente insufficiente sotto il profilo idraulico», per il quale lo stesso sindaco del paese, Claudio Delvigo, nelle scorse settimane era arrivato a scrivere alcune lettere ad Anas e alla Regione Liguria per chiedere l'immediata demolizione della struttura anziché la riapertura, proprio alla luce degli interrogativi che gravano attorno a quel ponte. Ora, l'ufficialità della riapertura ha creato malumore in paese. «Chi vive il paese, chi ha subito danni e perso amici e parenti nell'alluvione del 25 ottobre di otto anni fa, fatica a comprendere questa decisione - attacca Giovanna Ivani, commerciante e consigliere comunale di minoranza -. Quel giorno ho perso due parenti, ho subito danni all'abitazione e al mio locale, ancora oggi pago debiti e dolore, la decisione di riaprire il ponte così com'è per me è inconcepibile. Quello è il ponte che ha causato il disastro, riaprirlo è pericoloso, ma soprattutto significa una cosa ancora più grave: che il nuovo ponte non si farà più». Una presa di posizione che potrebbe sfociare anche in un'azione di protesta: «Il 3 novembre il Pogliaschina è cresciuto fino ad arrivare a mezzo metro dall'esondazione. Il nostro borgo non può vivere costantemente con la paura. Lo devono demolire, non c'è alternativa - incalza la consigliera comunale -. Sono pronta a legarmi con una corda in mezzo al ponte pur di evitare tutto ciò. Per anni abbiamo vissuto con i disagi legati al cantiere, credo che potremo continuare a conviverci qualora venisse abbattuto il ponte sull'Aurelia, pur di evitare di continuare a vivere con il timore a ogni allerta meteorologica». Solo due settimane fa il sindaco Delvigo nella lettera ad Anas aveva puntato il dito sul pericolo di una nuova alluvione, tornando a chiedere la demolizione del ponte alla luce proprio delle criticità a ridosso del ponte sull'Aurelia. «Nonostante la pulizia effettuata nell'alveo del torrente Pogliaschina, sarebbero state sufficienti poche piante perché il torrente esondasse» scrive il sindaco in merito all'allerta del 3 novembre scorso, sottolineando l'inadeguatezza del franco idraulico del ponte. Matteo Marcello © RIPRODUZIONE RISERVATA