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19/06/2019

Revoca dei domiciliari, appello della Procura

Il Messaggero

CERVARO, CASO MALAFFARE
Operazione Malaffare: la Procura della Repubblica di Cassino ha appellato la revoca, disposta dal Gip, degli arresti domiciliari nei confronti del sindaco di Cervaro Angelo D'Aliesio, dei consiglieri comunali Vincenzo Ricciardelli e Gino Canale e del tecnico comunale Enzo Pucci. Ad inoltrare gli atti con il relativo ricorso al Tribunale del Riesame di Roma è stato il sostituto procuratorie Emanuele De Franco. L'inchiesta attorno al Comune di Cervaro ha riguardato l'appalto per la raccolta differenziata che, nel 2017, è stato aggiudicato alla Tac Ecologia. Per la Procura, però, quell'appalto è stato pilotato per permettere alla Tac di Ecologia di gestirlo in cambio di posti di lavoro dati a persone vicine all'amministrazione comunale. A tre lavoratori assunti sarebbe stato chiesto il consenso alle elezioni comunali del 2017, quando il sindaco D'Aliesio è stato rieletto, per il secondo mandato, con il 65 per cento dei voti. L'accusa per gli amministratori comunali e per il tecnico è di corruzione, corruzione elettorale (voto di scambio) e turbativa d'asta. All'inizio del mese di giugno gli amministratori, ma anche il titolare della Tac Ecologia, Alfredo Coratti (assistito dagli avvocati Giampiero Vellucci ed Emanuele Carbone), sono stati i destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, ma la settimana scorsa il sindaco, i consiglieri comunali e il tecnico, sono tornati in libertà perché il Gip ha revocato la misura. Motivo? Sono stati sospesi dalla carica per effetto della legge Severino e non c'è pericolo di reiterazione del reato. Una decisione che, però, non è stata condivisa dal Pm De Franco che si è rivolto al Riesame. La Procura ritiene, dunque, che nei confronti dei quattro (assistiti dagli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola e Giuseppe Di Mascio) vada ripristinata la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Vincenzo Caramadre