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19/09/2020

Revoca contratti rincarati del 20% per il Covid-19

ItaliaOggi

Entro il 15 ottobre secondo la legge Semplificazione (art. 4-bis)
Per i contratti di pulizia in ambito sanitario è prevista la possibilità di revoca da parte della stazione appaltante se l'adeguamento alle misure anti-Covid comportano un aumento maggiore del 20%; l'eventuale revoca dovrà avvenire entro il prossimo 15 ottobre. È quanto ha stabilito l'articolo 4-bis della legge 120 che ha convertito in legge il decreto-legge n. 76 in materia di semplificazione e digitalizzazione. Il corposo articolato, che si è arricchito di circa il 40% di disposizioni in più in fase di conversione, contiene anche, fra le diverse disposizioni introdotte dal senato e poi immodifi cate alla camera, disposizioni in materia di contratti pubblici per servizi di pulizia o di lavanderia in ambito sanitario. La nuova disciplina introduce alcune norme transitorie per l'ipotesi in cui l'adeguamento alle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 comporti un determinato incremento della spesa prevista per i contratti pubblici relativi all'erogazione di servizi di pulizia o di lavanderia in ambito sanitario o ospedaliero. La prima disposizione di rilievo si applica ai contratti che dovrebbero essere stipulati in base a procedure di affi damento aggiudicate in data anteriore al 31 gennaio 2020, per i quali si stabilisce che le stazioni appaltanti possano procedere alla revoca dell'aggiudicazione, ai sensi dell'articolo 21-quinquies della legge sul procedimento amministrativo del 7 agosto 1990, n. 241, e successive modifi cazioni, qualora dal suddetto adeguamento derivi un incremento di importo superiore al 20% rispetto al prezzo indicato nel bando di gara o nella lettera di invito. Il legislatore è intervenuto, forse anche tenendo conto dell'analisi Anac condotta sulla spesa sanitaria nei mesi del lockdown, incidendo sulla disciplina che prevede le possibilità di modifi ca di contratti pubblici durante il periodo della loro effi cacia, ivi comprese le modifi che derivanti da clausole di revisione dei prezzi. La novella introdotta dalla legge 120 esclude ovviamente i casi in cui le stazioni appaltanti abbiano già provveduto alla stipulazione del contratto e quelli in cui l'aggiudicatario si sia avvalso (in ragione della mancata stipulazione del contratto, per responsabilità della stazione appaltante, entro il termine previsto) della facoltà di scioglimento di ogni vincolo. Tutto da verifi care l'impatto che questa norma potrebbe avere in ordine ai tempi di svolgimento delle prestazioni. Si prevede che il provvedimento di revoca in esame deve essere comunicato all'aggiudicatario entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione, quindi entro il 15 ottobre, se l'incremento della spesa è superiore al 20% e si riferisce a contratti già stipulati ed in corso di esecuzione. Le stazioni appaltanti possono procedere alla risoluzione del contratto, che in questo caso andrà dichiarata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione. Infi ne, per i contratti in corso si potrà sempre procedere a modifi che, incrementando, come prevede il codice dei contratti all'articolo 106, l'importo iniziale fi no al 50%. © Riproduzione riservata