scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
04/03/2021

Restyling del Corso Russo vince la battaglia e si aggiudica il cantiere

Il Mattino

Il Tar esclude il consorzio bolognese che a metà luglio era prevalso nella gara
Diletta Turco
Il cantiere per il restyling di Corso Vittorio Emanuele ha, nuovamente, un altro aggiudicatario. E a stabilirlo, questa volta, è stata una sentenza del Tar di Salerno. Stando alle decisioni di merito dei giudici amministrativi, infatti, la graduatoria per il cantiere deve essere riletta dal principio, confermando, però, l'esclusione del consorzio Fenix, quello che originariamente aveva ottenuto il miglior punteggio dopo l'apertura di tutte le buste di gara. I lavori di rifacimento del salotto buono della città, dunque, vanno alla seconda classificata, la Vincenzo Russo costruzioni. Sono trenta le pagine con cui i giudici della Camera di Consiglio del tribunale amministrativo di Salerno, Leonardo Pasanisi, Pierangelo Sorrentino, e Fabio Di Lorenzo hanno motivato, punto per punto, la validità o meno di tutte le decisioni prese dal Comune di Salerno nella lunga fase di assegnazione del cantiere post aggiudicazione effettiva dei lavori in sede di commissione. Così come la validità dei ricorsi presentati sia dal consorzio Fenix che dalla Vincenzo Russo Costruzioni, secondo classificato, che, come detto, adesso risulta vincitore dell'appalto. In realtà, nel lungo documento dei giudici, si sono discussi nel merito tre ricorsi accorpati tra loro. E che vedono come protagonisti le due aziende prime in graduatoria e gli uffici del Comune di Salerno.
LA BATTAGLIA
Tutto è nato dal momento in cui c'è stata la prima assegnazione. L'affidamento definitivo era arrivato a metà luglio, con il consorzio Fenix con sede operativa a Bologna vincitore definitivo dell'appalto. Ad inizio settembre «la società Vincenzo Russo Costruzioni srl, seconda classificata nella procedura di gara, presentava ricorso dinanzi al Tar Campania sezione di Salerno si legge nella ricostruzione della vicenda - per l'annullamento della determina dirigenziale» con cui l'appalto veniva assegnato al consorzio Fenix. Ma, a distanza di pochi giorni è stato proprio il consorzio a notificare un altro ricorso incidentale «dal quale, tra l'altro, emergeva censura in relazione al possesso da parte della concorrente seconda graduata, della certificazione Soa per le qualificazioni nelle categorie di lavori previste dal bando di gara». A fine settembre, infine, arriva una nuova diffida sulla questione da parte della ditta di Russo e continua il testo - «motivi aggiunti di ricorso dai quali sono emerse puntuali censure in relazione alle quali la Stazione Appaltante ha ritenuto di dover procedere a rinnovata ed approfondita istruttoria». Un vero e proprio botta e risposta, dunque, tra i primi due classificati ai lavori di restyling del «salotto buono» della città, che ha portato gli uffici tecnici della gara ad andare al fondo della questione, sia sul versante Fenix che su quello della seconda in graduatoria. Tanto da portare, a fine novembre, all'aggiudicazione del cantiere del valore di oltre 7 milioni di euro al terzo classificato. Si è trattato di un'aggiudicazione provvisoria, che, di fatto, è stata bloccata dalla parentesi giudiziaria conclusa con la sentenza di ieri.
IL VERDETTO
Per i giudici del Tar, infatti, i requisiti tecnici chiesti alla ditta di Vincenzo Russo sono coerenti con la tipologia di appalto (si tratta di ristrutturare, non di costruire da zero), mentre per il consorzio Fenix viene confermata la stragrande maggioranza delle «eccezioni» che ne hanno determinato l'esclusione. Va da sé che, quindi, la graduatoria è stata nuovamente sovvertita e, questa volta, parrebbe in maniera definitiva: è esclusa ogni possibilità di contro ricorso al Consiglio di Stato da parte delle ditte ad oggi fuori dall'appalto. Il prossimo passo sarà la firma del contratto d'appalto tra il Comune la Vincenzo Russo Costruzioni. Una firma che arriverà a distanza di due anni dall'indizione della gara.
© RIPRODUZIONE RISERVATA