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04/02/2020

“Restituiamo il cavalcavia ai ciclisti Togliamo marciapiedi e guardrail”

La Stampa - BARBARA COTTAVOZ

Le associazioni della mobilità sostenibile chiedono anche un ascensore per i pedoni
NOVARA «Il cavalcavia è ridotto a un cadavere e rischia di diventare la più brutta opera mai realizzata. Quando è stato costruito, nel 1928, era un'eccellenza architettonica e adesso sta diventando le forche caudine di ciclisti e pedoni»: gli Amici della bici, Legambiente e Novara Green contestano i lavori in corso sul ponte di Porta Milano e propongono un'alternativa che consenta a tutti di passare (non solo a bus e auto) da finanziare facendo causa a chi ha sbagliato progetto. A gennaio per due volte le associazioni hanno chiesto un incontro a palazzo Cabrino, finora mai accordato, e ora minacciano un flash mob con le biciclette per dimostrare la pericolosità del cavalcavia. Hanno misurato carreggiata e spazi: prima ogni corsia misurava 4 metri e permetteva il passaggio di ogni mezzo, oggi con i guardrail sporgenti restano 3,60 metri e non bastano per tutti. Così l'idea è di togliere marciapiedi e barriere e trasformare quello spazio in piste ciclabili: «Lo avevamo già proposto un anno fa, quando i lavori dovevano ancora cominciare, all'allora assessore Federico Perugini, sottolineando anche la necessità di un ascensore, peraltro già previsto nel piano della viabilità del 2013, per i pedoni in difficoltà sulle scale - spiega Giulio Rigotti, ex assessore e presidente della Fiab Novara Amici della bici -. Avevamo avvertito il Comune dell'inadeguatezza della soluzione scelta da Rfi che ha anche la pesante responsabilità di aver fatto un progetto clamorosamente sbagliato. E adesso si spendono altri soldi per rimediare ma in un modo ancora non sufficiente a garantire la sicurezza». Per chi si sposta a piedi e in bici da Sant'Agabio non ci sono molte alternative visto che anche il cavalcavia 25 Aprile è stretto: «Il Comune parla tanto di recupero delle periferie e invece si crea una nuova barriera che rende più isolato un quartiere già ghettizzato» aggiunge Marzia De Marchi, di Legambiente mentre Fabrizio Cerri, di Novara green, aggiunge: «Ci sorprende come manchi qualsiasi visione futura. Non si fa lo sforzo di immaginare soluzioni per la mobilità sostenibile. Qui i pedoni non hanno l'ascensore, ai ciclisti manca lo spazio e gli autobus da mesi sono costretti a lunghe e lente deviazioni. Il progetto ha considerato solo le auto ma è questa la città che vogliamo?». «Piuttosto - aggiunge Franco Bontadini, dell'associazione Savore-Sant'Agabio resiliente - si pensi a una corsia riservata a bus, bici e pedoni e un'altra a senso unico per le auto».Disfare quanto ha già fatto però imporrà un problema di budget a Rfi che ha già annunciato di voler togliere il guardrail solo sulla curva: «A tutela dell'interesse pubblico il Codice degli appalti prevede il risarcimento per i danni causati dagli errori dei progettisti, che sono assicurati per questo conclude Rigotti -. Ci auguriamo che il Comune affronti coraggiosamente la questione e, a differenza di quanto fatto fino ad ora, diventi parte attiva nella riqualificazione del cavalcavia».- GIULIO RIGOTTI PRESIDENTE AMICI DELLA BICI Avevamo avvertito il Comune dei lavori inadeguati Pronti a un flash mob con le biciclette 1928 E' l'anno di costruzione del ponte Porta Milano I bus più lunghi ora non possono transitare

Foto: Le prove di incrocio tra i bus più lunghi: dopo i recenti lavori il transito non è stato più possibile