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24/01/2019

Restauro, non solo formazione «Importante la pratica sul campo»

Eco di Bergamo

Il rilancio Confartigianato lancia un corso in collaborazione con la Scuola d'arte Fantoni Carrara: «Le "piccole" rappresentano il 77% delle imprese che operano nel settore»
Quale futuro per gli artigiani che si occupano di restauro? Confartigianato Imprese Bergamo fa il punto sul comparto, a tre anni dalla chiusura del bando per l'acquisizione della qualifica di restauratore, a seguito del quale solo chi è stato inserito nell'apposito albo del Ministero per i beni e le attività culturali (pubblicato il 28 dicembre scorso) potrà continuare a intervenire su edifici e opere sottoposti a tutela.

L'obiettivo del legislatore, anche alla luce della disciplina contenuta nel Regolamento appalti pubblici (decreto 154/2017), è stato quello di arginare il fenomeno dell'abusivismo in un settore delicato, che solo nella nostra provincia conta quasi 200 imprese. Oltre ai restauratori che hanno superato il bando, per operare sui beni culturali ora è necessaria una formazione universitaria, con un diploma rilasciato da 17 istituti elencati nello stesso decreto. Ma quali ricadute avranno queste novità sulle piccole imprese?

Il 7 febbraio alle 17, nell'Auditorium di via Torretta, se ne discuterà durante il seminario «Il futuro del restauro. Competenze, professionalità e disposizioni legislative», realizzato in collaborazione con Confartigianato Lombardia, Confartigianato Restauro, Soprintendenza dei beni culturali di Bergamo e Brescia, e con i patrocini degli ordini degli Architetti e degli Ingegneri, dell'ufficio Beni culturali della Diocesi di Bergamo e della Scuola d'Arte Andrea Fantoni.

«Le imprese artigiane sono significative nella protezione e restauro di beni culturali, perché rappresentano il 77% delle aziende del settore - evidenzia il rappresentante dell'Area Costruzioni, Angelo Carrara, che con la rappresentante dell'area Immagine-Arte-Comunicazione, Andreina Facchinetti, e gli imprenditori del restauro Rita Messina Moretti e Federico Raineri, fa parte del team tecnico-organizzativo -. L'attenzione della nostra organizzazione verso questo mondo e la formazione dei suoi operatori non può che essere massima, tant'è che al termine del seminario presenteremo un nuovo corso di aggiornamento teorico e pratico per tutti i restauratori, in collaborazione con la scuola Fantoni. Nel seminario cercheremo anche di capire come il rapporto tra istituzioni e professionisti possa integrarsi ed essere sinergico verso il restauratore artigiano».

L'incontro, moderato da Carrara, sarà aperto dal presidente Giacinto Giambellini, dal presidente nazionale di Confartigianato Restauro Vincenzo Basiglio e dal presidente dell'ordine degli architetti di Bergamo Giampaolo Gritti. Enrico Quintavalle dell'ufficio studi di Confartigianato e Licia Redolfi dell'Osservatorio Mpi di Confartigianato Lombardia presenteranno un'indagine sull'incidenza delle imprese artigiane del restauro nel comparto produttivo nazionale, regionale e provinciale. Gli aspetti legislativi e storici della disciplina del restauro saranno invece illustrati dal Soprintendente di Bergamo e Brescia, Gaetano Puglielli, mentre Marzia Albasini (Confartigianato Imprese Trento) approfondirà la nuova disciplina degli appalti pubblici di beni culturali.

L'imprenditrice Rita Messina Moretti, consigliera dell'Area Costruzioni, pur esprimendo un giudizio nel complesso positivo, mette però in luce alcune ombre che possono celarsi dietro la normativa. «Mi riferisco - sottolinea Messina Moretti - alla possibilità che in futuro non venga valorizzata a dovere l'esperienza che un restauratore acquisisce anche mediante la pratica lavorativa di bottega o sui cantieri, che resta imprescindibile. Senza questa sensibilità il rischio è che si perda quella sapienza, quelle buone prassi e quelle tradizioni tramandate dai nostri artigiani, che per secoli hanno permesso di salvaguardare le opere storiche e artistiche. Alla luce del nuovo codice degli appalti, l'auspicio è che i committenti non guardino soltanto ai costi e alla logica del ribasso, ma che tengano conto delle competenze, dell'esperienza, della qualità e delle tempistiche necessarie per intervenire su beni così delicati».

Per maggiori informazioni: tel. 035.274.292; e-mail: alfredo.perico@artigianibg.com.

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