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10/11/2020

Restauro di Porta Garibaldi Lievitano i tempi e i costi

Il Gazzettino

Si tratta in sostanza di 45 giorni e quasi 13mila euro in più
CHIOGGIA
Tempi più lunghi e costi più alti per il restauro di porta Garibaldi: 45 giorni e quasi 13mila euro in più. La determina che lo stabilisce è stata pubblicata ieri e sarebbe il risultato dei sopralluoghi compiuti dalla Sovrintendenza in questi mesi, con la scoperta di alcune pitture delle quali l'ente di tutela del patrimonio culturale ha disposto la conservazione allungando, così, la durata e la spesa dell'intervento.
RESTAURO
I lavori di restauro del monumento che segna l'ingresso del centro storico di Chioggia (risalente al 1520, ma rifacimento di una struttura precedente di almeno due secoli), erano stati affidati alla ditta Lares - lavori di restauro srl di Venezia, il 6 luglio 2020, grazie al notevole ribasso d'asta che l'impresa aveva prodotto in fase di gara. Il progetto iniziale, infatti, commissionato un anno prima all'architetto Mauro Zamengo, di Noale, prevedeva un quadro economico complessivo di 180mila euro, di cui 120mila circa di lavori e il resto di somme a disposizione (spese tecniche, iva, imprevisti).
La gara, effettuata tra tre imprese, sorteggiate tra i fornitori dell'amministrazione (una procedura semplificata possibile per importi tra i 40 e i 150mila euro), era andata bene per il Comune. Aveva vinto la Lares con un ribasso di circa il 23%, pari a oltre 29mila euro, sulla base d'asta che arrivava, così, a 86mila euro, cui andavano aggiunti gli oneri per la sicurezza, per 7670 euro, arrivando a un importo per lavori di circa 94mila.
Il costo complessivo dell'intervento si attestava, quindi, sui 151mila euro rispetto ai 180mila iniziali. Stipulato il contratto, a luglio, i lavori procedevano bene ma, il 15 ottobre è arrivata la perizia suppletiva e di variante, sulla base delle richieste della Sovrintendenza: poco meno di 13mila euro che rientrano nel margine del 20% consentito dal codice degli appalti per interventi sui beni culturali.
La quasi totalità dell'aumento di spesa è relativa alla voce imprevisti del quadro economico (per cui questa stessa voce passa da 9.235 a 22.056 euro) a indicare che non sarebbe stato possibile sapere prima che c'erano quegli ulteriori lavori da eseguire. La perizia suppletiva vanifica, però, gran parte del risparmio conseguito con la gara. In ogni caso, essendo l'aumento dei costi minore del ribasso d'asta, il quadro economico complessivo non cambia e il risultato sarà un residuo minore in fase di rendicontazione dei lavori. (d.deg.)
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