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29/01/2021

report

La Nuova Sardegna

Appalti pubblici, la Cna: cresce la spesa nell'isola Solo nell'ultimo trimestre 2020 promosse 232 gare per 515 milioni di euro Trend legato alle opere delle grandi aziende, ma cala la domanda degli enti locali
SASSARICresce in Sardegna la spesa per gli appalti pubblici, ma cala ancora la domanda degli enti locali e con essa i piccoli e medio-piccoli appalti appannaggio delle imprese isolane e non è una bella notizia. L'isola si colloca tra le nove regioni italiane con un calo della domanda superiore alla media nazionale (-7,4%); in termini economici è invece tra le nove regioni con un incremento superiore al 30%. A certificarlo è l'ultima rilevazione del centro studi della Cna Sardegna.Nell'ultimo trimestre del 2020, con 232 gare promosse per un valore a base di gara di 515 milioni, il mercato regionale dei bandi di gara per lavori pubblici ha superato i livelli dei tre trimestri precedenti. Complessivamente nel 2020 il numero di bandi di gara si è attestato su 826 interventi, per una cifra a base di gara pari a 1,4 miliardi, pari a una riduzione dell'8% del numero e ad un incremento del 50% della spesa. In flessione il numero dei lavori di taglio micro (-14% il numero degli appalti di importo inferiore ai 150 mila euro) e quelli fino a 500 mila (-7 %). Calano anche i lavori medio-grandi (tra 1 e 5 milioni): -8% il numero e -15% la spesa. Crescono i grossi appalti: i bandi sopra i 5 milioni passano da 29 a 43 per un valore a base d'asta raddoppiato (da 500 milioni del 2019 a più di un miliardo ).Sono perciò le grosse aziende, come Anas, Ferrovie e Abbanoa i motori trainanti del mercato regionale dei lavori pubblici; aziende sanitarie e ospedaliere e Regione chiudono il 2020 con un mercato in espansione, mentre i Comuni riducono la domanda del 13,6% (dato allarmante perché arriva dopo il crollo prossimo al 20% del 2019).Francesco Porcu e Antonello Mascia, segretario regionale Cna e presidente di Cna Costruzioni: «Il 2021 può rappresentare l'anno di svolta e della ripresa per l'intera filiera delle costruzioni se la concentrazione delle risorse attese sul fronte delle infrastrutture strategiche per il tramite dei fondi strutturali europei, del Recovery Plan e dello stimolo al mercato del Superbonus verranno accompagnati da un'opera di revisione e semplificazione della legislazione e da un recupero di efficienza della pubblica amministrazione». Ridotta la domanda che riguarda i principali enti locali rispetto al 2019, in particolare di aziende speciali e Comuni: «In compenso, le imprese nazionali che gestiscono la rete stradale e ferroviaria hanno fatto crescere anche il numero delle opportunità». (a.palm.)