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18/03/2020

Renzo Piano e il lavoro Una lezione di operosità

QN - La Nazione

Si lavora alacremente al montaggio del ponte sul Polcevera. Una delle campate (travi attrezzate, da pilastro a pilastro) più impegnative è già stata posata. Tutto ciò mentre il nostro Paese è fermo "per decreto". E' una bella lezione di operosità, di capacità delle nostre imprese, dell'intelligenza geniale che vi presiede, da Renzo Piano che ne ha concepita l'idea al più umile dei carpentieri e dei gruisti. Il lavoro italiano nel mondo è sempre stato apprezzato e c'è stata una lunga e intramontabile stagione in cui la nostra imprenditoria vinceva le gare in ogni angolo del mondo. A questa primazia dobbiamo tornare al più presto; ma per farlo dobbiamo ricominciare a dar fiducia alla "cultura d'impresa" (cioè alla qualità del lavoro), che significa innanzitutto, cancellare una norma iniqua e irresponsabile dal nostro codice degli appalti: l'offerta al maggior ribasso (da quella detta "la più conveniente"). Che equivale a incoraggiare l'incompetenza e la pretestuosità nella conduzione del cantiere, ritardando i tempi e introducendo quella conflittualità ininterrotta che cancella ogni responsabile cronoprogramma esecutivo. Confesso che, personalmente, avrei optato per il restauro del Ponte Morandi, ma debbo riconoscere al Ponte di Renzo Piano, un salto formale e tecnologico che avrà anche valenza di restauro paesaggistico. Piano ha fatto i suoi primi studi di architettura a Firenze, e da giovane allievo ha costruito la sua confidenza con la razionalità e il coraggio del Brunelleschi. E la Cupola, per sua ammissione, è stata la lezione più grande della sua formazione.