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15/08/2020

Regole sul Durc in contrasto e dubbi sui mezzi di prova

Il Sole 24 Ore - Luigi Caiazza

le altre omissioni
Per il Codice appalti il documento unico sancisce la regolarità contributiva
L'omissione contributiva ha gravi conseguenze negli appalti pubblici. Soprattutto perché, dopo il decreto semplificazioni, l'esclusione dalle gare può arrivare anche per casi di inottemperanza «non definitivamente accertati». Anche se su queste nuove regole pesano diversi dubbi: soprattutto, contrastano con quelle in materia di Durc.

L'articolo 80 del Codice appalti (Dlgs 50/22016), nella sua vecchia versione, sanzionava solo l'irregolarità contributiva nella formula più generica dell'omissione che, di solito, si differenzia dall'evasione. Nel primo caso, infatti, c'è l'adempimento, da parte dell'operatore, di tutte le procedure legislative ed amministrative nei confronti dell'Istituto assicuratore e di quello previdenziale, nonché della Cassa edile. Manca solo il relativo versamento.

Il comma 4 dell'articolo 80 sanzionava solo le «violazioni gravi definitivamente accertate», nel senso che non vi fosse alcun contenzioso in atto sia in sede penale che amministrativa: si doveva, cioè, arrivare al passaggio in giudicato della sentenza o alla decisione che respinge il ricorso.

Il decreto Semplificazioni contrasta con queste regole in diversi punti. Secondo la modifica apportata dal provvedimento, a queste ipotesi di esclusione viene ora aggiunta anche quella con la quale è stabilito che la stazione appaltante può escludere dalla procedura di appalto un operatore economico, se la stessa stazione appaltante «è a conoscenza e può adeguatamente dimostrare che lo stesso non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali non definitivamente accertati qualora tale mancato pagamento costituisca una grave violazione».

Fermo restando che questa modifica era già stata inserita, senza essere confermata in sede di conversione, nel decreto Sblocca cantieri (Dl 32/2019), essa è in contrasto con lo stesso articolo 80, nella parte in cui si fa ora cenno alla non ottemperanza dei contributi «non definitivamente accertati», mentre la versione precedente collegava la sanzioni alle «violazioni definitivamente accertate», che sono «quelle contenute in sentenze od atti amministrativi non più soggetti ad impugnazioni».

Soprattutto, però, la modifica è anche in contrasto con l'articolo 86 del Codice appalti, quando stabilisce che le stazioni appaltanti, per non applicare le cause di esclusione dalle gare, accettano quale documento di prova, considerato «sufficiente», il Durc, acquisito d'ufficio presso gli Istituti previdenziali. Senza dimenticare che la modifica non specifica neppure quali siano le altre fonti che possono validare la conoscenza del mancato adempimento degli obblighi contributivi ed i mezzi che la dimostrino.

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