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28/04/2020

Regole per la fase due

Milano Finanza - Dario Immordino

AFFRONTATA L'EMERGENZA SANITARIA, ECCO COSA FARE
Nel progressivo rientro alla normalità è da sostenere l'economia. L'idea di un manifesto con le linee guida da realizzare. Partendo da misure coordinate con lo Stato per affrontare una situazione dai contorni nuovi e inediti
Affrontata l'emergenza sanitaria e organizzata la fase del progressivo rientro alla normalità la priorità è sostenere l'economia, cercando di porre rimedio alle perdite di capacità produttiva e di occupazione prodotte dall'epidemia e dalle misure di contenimento. Ciò richiede politiche strutturali e flessibili, poiché per compensare i drammatici effetti collaterali della pandemia non bastano sussidi monetari o agevolazioni una tantum, ma servono misure di welfare e forme di sostegno permanente all'economia, che dovranno essere progressivamente modificate, integrate, adattate sulla base di diverse variabili esterne: l'evoluzione dell'emergenza sanitaria, il mutamento degli scenari economici, le politiche nazionali e sovranazionali, le misure di sicurezza che disciplineranno la mobilità, la vita sociale, le attività produttive. Redigendo un manifesto che possa essere portato all'attenzione di chi è chiamato a decidere. Misure coordinate Nella fase attuale l'emergenza volge a conclusione sotto il profilo sanitario ma non sotto quello economico e sociale, e per garantire la sopravvivenza delle imprese e la tenuta del sistema di welfare si rivela indispensabile una riparametrazione, quantomeno parziale, delle misure sinora adottate. I dati disponibili, infatti, attestano che in Sicilia l'erogazione della cassa integrazione e dei 100 milioni stanziati per gli aiuti alimentari procede a rilento a causa di intoppi burocratici, e le agevolazioni per l'accesso al credito varate dal Governo regionale andrebbero adeguate per estendere la platea dei beneficiari, semplificare l'iter burocratico, adattarle alle esigenze delle realtà produttive e coordinarle con le agevolazioni statali, per evitare che l'incertezza sulle misure più convenienti, la moltiplicazione degli adempimenti e il rischio di sovrapposizione tra agevolazioni omogenee possano attenuarne l'impatto sul sistema economico. Considerata l'urgenza di liquidità delle imprese si rivela indispensabile adottare misure ad attuazione semplificata, pressoché automatica, in grado di immettere istantaneamente risorse nel mercato, che possano cumularsi, anziché sovrapporsi, a quelle statali. Per tutte queste ragioni potrebbe rivelarsi utile sostituire una parte delle agevolazioni creditizie con anticipazioni di liquidità finalizzate al pagamento dei debiti degli enti pubblici siciliani verso le imprese (che ammontano a circa 3 miliardi), rendere più efficiente la compensazione tra crediti e debiti reciproci tra privati e amministrazioni, e prevedere la sospensione del «filtro fiscale» per evitare che l'interruzione dell'attività degli agenti della riscossione e i ritardi nelle verifiche sulla regolarità fiscale e contributiva possano bloccare il pagamento delle fatture da parte degli enti pubblici. L'insieme di queste misure produrrebbe notevoli effetti benefici sul sistema economico regionale: le imprese creditrici delle amministrazioni pubbliche otterrebbero una notevole mole di risorse senza doversi indebitare ricorrendo al credito finanziario, e quelle che si avvalgono della compensazione, alla scadenza del rinvio degli adempimenti fiscali, eviterebbero onerosi esborsi per pagare le ritenute, l'Iva e i contributi previdenziali. Tutto ciò senza alcun pregiudizio per la finanza pubblica, giacché i debiti delle amministrazioni verso le imprese riguardano spese stanziate o accantonate in bilancio che non si riesce a trasformare in pagamenti a causa della complessità delle procedure contabili e dell'inefficienza amministrativa. Estendere gli sgravi fiscali tributari e contributivi Una ulteriore quota delle agevolazioni creditizie previste nel disegno di legge di stabilità regionale potrebbe essere sostituita con sgravi tributari e contributivi, che consentirebbero di estendere la moratoria fiscale a un'ampia platea di imprese. Con la graduale riapertura delle attività economiche la strategia regionale di sostegno allo sviluppo deve necessariamente evolvesi verso misure calibrate sulle specifiche esigenze delle diverse realtà produttive. No a interventi a pioggia In questa fase gli interventi a pioggia potrebbero rivelarsi inutili o inefficienti, sicché bisognerà abbandonare la logica degli aiuti uguali per tutti e differenziare le forme di sostegno pubblico in ragione del fabbisogno effettivo, delle condizioni delle imprese e dei settori in cui operano, degli oneri che dovranno sostenere per adeguare le proprie attività alle misure di sicurezza e di distanziamento sociale, dei cali di fatturato prodotti da fattori esogeni, degli investimenti necessari. A tal fine è indispensabile operare una stima dei danni economici subiti dai diversi settori e attività produttive e degli oneri di adeguamento delle attività alle misure « antivirus», e distinguere le imprese in relazione alle potenzialità, condizioni ed esigenze: realtà produttive che necessitano di interventi di ristrutturazione aziendale, imprese con struttura finanziaria solida che devono riorientare il proprio business, operatori economici con buoni fondamentali danneggiati dallo stop forzato, attività indispensabili per le filiere. In questa complessa fase di transizione verso la normalità occorre, inoltre, garantire la continuità dell'azione amministrativa, evitando che la sospensione del termine di conclusione dei procedimenti amministrativi prevista dal decreto cura Italia provochi intollerabili paralisi dell'attività pubblica. Politiche inedite per un nuovo scenario Passata l'emergenza sanitaria, infine, occorre prendere cognizione dei profondi mutamenti negli scenari economici prodotti dalla pandemia e varare politiche pubbliche inedite, che affrontino finalmente i problemi strutturali dell'economia regionale, ponendo le fondamenta per un ciclo sostenuto e durevole di investimenti pubblici e privati, per la ricostruzione delle filiere produttive e commerciali, per creare un contesto favorevole alla competitività delle imprese. Per raggiungere questi obiettivi non basteranno meccanismi di garanzia al credito o la riedizione delle politiche tradizionali, ma saranno indispensabili misure in grado di amplificare gli effetti delle risorse pubbliche impegnate attivando un circolo virtuoso (cd effetto moltiplicatore) ed interventi strutturali di efficientamento dell'azione pubblica: sfoltimento degli adempimenti e degli oneri delle procedure burocratiche ed autorizzatorie, che secondo un recente studio costano alle imprese siciliane circa 2,9 miliardi; anticipazioni sulle risorse già destinate alla progettazione degli enti locali; credito di imposta e agevolazioni ad accesso automatico per investimenti privati volti a promuovere innovazione e crescita; razionalizzazione dell'assetto istituzionale e finanziario degli enti locali; riorganizzazione dell'apparato burocratico e dell'attività amministrativa; strutturazione di controlli efficaci sull'efficienza della gestione amministrativa e finanziaria; semplificazione del fitto reticolo di adempimenti e controlli che rallenta l'erogazione dei fondi europei e previsione di strumenti di certificazione e meccanismi di garanzia snelli e sicuri; estensione del ricorso alle forme di gestione agili degli acquisti pubblici previste dal codice degli appalti e dalle direttive europee (dialogo competitivo, procedura competitiva negoziata, consultazioni preliminari di mercato, appalti precommerciali, partenariato per l'innovazione) e agli strumenti di accelerazione delle procedure di gara aperte e ristrette. Riorganizzare appalti e gestione fondi extraUe La riorganizzazione delle procedure concernenti gli appalti e la programmazione e gestione dei fondi extraregionali, ad esempio, consentirebbe di immettere nel sistema economico una notevole mole di risorse senza aggravi a carico dei bilanci pubblici, accelerando le procedure di spesa di somme già stanziate, bloccate a causa di difficoltà di ordine burocratico. Questi risultati si potrebbero conseguire prevalentemente attraverso misure a contenuto non normativo, attivabili immediatamente, e concernenti la razionale applicazione di disposizioni normative vigenti. (riproduzione riservata)