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10/06/2019

Regione, il nuovo bando senza doppia residenza

Eco di Bergamo - Silvia Egiziano

Il bonus La Giunta rivede i requisiti: basterà che uno solo dei genitori risieda in Lombardia da 5 anni
Il bando per la concessione del «Bonus bebè» regionale alle neomamme riaprirà ma per ottenerlo basterà che soltanto uno dei due genitori, e non più entrambi, sia residente in Lombardia da almeno 5 anni consecutivi. È quanto prevede la delibera che sarà discussa questa mattina dalla Giunta regionale presieduta da Attilio Fontana, con la quale la Regione dovrà adeguarsi alla sentenza della Corte d'Appello di Milano che a febbraio scorso aveva dichiarato il «carattere discriminatorio» del requisito della cosiddetta «doppia residenza» continuativa. Lo stop dei giudici

Il verdetto dei giudici milanesi era scaturito dal ricorso dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) e della onlus Avvocati per niente, secondo cui tale criterio discriminava non soltanto gli stranieri, ma anche gli italiani trasferitisi in Lombardia da altre Regioni. Da qui l'ordine alla Regione di modificare la delibera del 2015 - approvata dalla Giunta guidata allora da Roberto Maroni -, abolendo il requisito della residenza per 5 anni consecutivi di entrambi i genitori del nuovo nato e di riaprire i termini per la presentazione della domande. Questo per consentire di accedere alla misura anche a chi, nel periodo di apertura del bando originario, era rimasto escluso, proprio a causa del requisito della doppia residenza continuativa.

La modifica della delibera sul Bonus bebè, come detto, sarà all'ordine del giorno della Giunta di oggi. Secondo quanto è possibile anticipare, il bando riaprirà per almeno tre mesi, con una cancellazione parziale del requisito della residenza: potranno infatti fare domanda le famiglie con Isee non superiore a 30 mila euro in cui almeno uno dei genitori, e non più entrambi, sia residente in Lombardia da almeno 5 anni, maturati al 29 febbraio 2016. Attenzione però: la nascita del bambino o della bambina per cui è richiesto il bonus dovrà essere compresa tra l'8 ottobre e il 31 dicembre 2015, come previsto dal bando iniziale.

Fondi per 471.200 euro

Per allargare la platea la Regione impegnerà 471.200 euro: una somma consistente, definita come la differenza tra lo stanziamento previsto dalla Giunta Maroni (pari a tre milioni euro) e gli importi già erogati ai destinatari dei contributi dalle Ats. La riapertura del bando per il Bonus bebè è una scelta obbligata ma non definitiva.

Contro la sentenza della Corte d'Appello di Milano la Giunta regionale ha infatti deciso di ricorrere alla Corte di Cassazione. Lo stesso requisito dei 5 anni continuativi di residenza per entrambi i genitori, peraltro, è previsto nel nuovo bando regionale per il Bonus famiglia 2019, che assegna 1.500 euro alle neomamme in difficoltà economica.

Nella versione della Giunta Maroni, invece, il bonus bebè prevedeva 800 euro per il secondo figlio e 1.000 per il terzo. A dicembre la Corte d'Appello di Milano aveva bocciato un'altra delibera regionale di quattro anni fa, che prevedeva per l'accesso al «Fondo sostegno affitti» per i cittadini extra Ue i requisiti dell'esercizio di una regolare attività di lavoro e della residenza da almeno 10 anni in Italia e da almeno 5 anni in Lombardia.