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28/04/2021

«Regia per massacrare le imprese Altrimenti è miopia. E fa più paura»

La Verita' - FABIO DRAGONI

• I DANNI DEL CORONAVIRUS L'INTERVISTA MASSIMO CASANOVA
L'europarlamentare gestore del Papeete: «Mettono regole che non ti fanno lavorare. Tanti hanno chiuso e tanti chiuderanno. Dall'estero stanno arrivando a fare man bassa delle nostre attività. Ma io non mollo» I turisti stranieri che vogliono venire in Italia chiedono una garanzia: regole certe e saper cosa fare Svolta europeista della Lega? Caso mai è la sterzata leghista deWUe. Ci dà ragione un poco alla volta
• «Non c'è un porto. Non c'è un aeroporto. Non c'è un'autostrada. E neppure l'alta velocità. Come si fa a fare impresa? Serve un tunnel di 5 chilometri per collegare la Val d'Agri al mare. E vediamo se riusciamo a mettere quest'opera nel Recovery. Intanto ci sono già a disposizione fondi europei per coprire i costi di progettazione. Fino a un milione. Ci stiamo lavorando proprio in questi minuti con il sindaco di Viggiano. Ho interrotto per parlare con lei». Viggiano? Ma Viggiano in Basfflcata? Che ci fa lì? «È il mio collegio elettorale. 65.000 preferenze». Massimo Casanova, imprenditore, europarlamentare leghista ma soprattutto romagnolo. Un concentrato di energia e buon umore. Nonostante tutto. Non gestisce semplicemente il Papeete. Ma un complesso di attività fatto di alberghi (Napoleon e Miami), stabilimenti balneari, ristoranti, negozi di abbigliamento e Villa Papeete. La cosa di cui va più orgoglioso. Lo sento da come ne parla. «Una villa dell'Ottocento con piscina e discoteca. Una capienza di tremila persone. L'ha mai vista?». Ehm...no. «Male. Dopo le mando il video su whatsapp». In tempi normali Le avrei chiesto quante persone lavorano da lei. Oggi invece devo chiederle quante persone lavoravano e «lavorerebbero». «Circa quattrocento! Ora è soprattutto mia sorella che sta mandando avanti la baracca. E meno male. Io non ho un minuto neanche per respirare. Ha visto che fatica per incastrare questa telefonata in agenda?». E perché non si è candidato nella circoscrizione nordest? Già li vedo i suoi promoter a distribuire santini elettorali piuttosto che inviti per la serata a Villa Papeete. «Sono un imprenditore. Mi piacciono le sfide impossibili. E poi il Sud è casa mia, oltre a essere la vera sfida del Paese, ne sono convinto». A proposito di sfide impossibili, oggi è impossibile fare il suo mestiere. «Guardi l'anno scorso nessuna programmazione. Fino a giugno non sapevamo nulla. Poi regole che non ti fanno lavorare. Niente vocalist. Niente happy hour. Chiusure. Ma se vuoi lavorare bene non si improvvisa mica. Per non parlare di quest'assurdità del coprifuoco. Per chi fa il mio lavoro, la notte inizia alle due di mattina. Ma io non mollo. E ci siamo dovuti inventare un prodotto completamente diverso». Che numeri ha avuto l'estate del 2020? «Terribili. Certe attività hanno perso anche il 90%. Anche in questi tempi di inferno lottiamo per far star bene il nostro cliente. Gli regaliamo la miglior vacanza possibile. Per riaverlo l'anno prossimo. Ma tanti hanno chiuso. E tanti chiuderanno. Dall'estero stanno arrivando a fare man bassa delle nostre attività. Da Mario Monti in poi l'impresa è stata massacrata. È una regia non c'è dubbio. Altrimenti sarebbe miopia. In entrambi i casi sarebbe da scappare per sempre. Ma io non mollo». Molti operatori turistici salutano con soddisfazione l'idea del pass vaccinale. Ma non è una limitazione della libertà? «Sono pragmatico. E comincio da un dato di fatto. Io e lei possiamo pure non essere d'accordo sul pass. Ma la linea che tutti i Paesi europei stanno sposando è questa. Tutti a parlare per anni di frontiere aperte. E poi devono darci ragione. Quindi su questo non possiamo farci nulla. Dopodiché...». Dopodiché? «Facciamo le regole nella maniera giusta e i turisti stranieri che vogliono venire in Italia chiedono una garanzia. Regole certe. Chi va all'estero odia l'incertezza e la paura di essere fermato e non sapere cosa fare. Se il pass per loro è una risposta, ben venga la risposta». Si è candidato perché? «La politica non sa cosa significa fare impresa. Ecco perché mi sono messo in gioco. Giro l'Italia in lungo e in largo, anche a mie spese.» Cosa serve al Sud? «Zero burocrazia. Tanti progetti e soldi. Quei soldi che nel tempo sono arrivati ma non sono stati ben investiti. La classe politica meridionale ha una responsabilità pesantissima. Ed ora dobbiamo recuperare il tempo perduto». Dove serve investire? «Prima le infrastrutture. Subito dopo nel ricettivo turistico. Per far questo il turismo deve diventare una vera Zes». Cioè? «Zona economica speciale. Defiscalizzazione e regole semplici e chiare per fare gli investimenti». Ed ecco il Recovery? «Parliamoci chiaro. Con la burocrazia odierna in Italia rischiamo sia una presa in giro. Se non semplifichiamo le norme non finalizzeremo neanche un'opera entro la data di scadenza dei fondi, che è il 2026. E rischiamo pure la beffa di restituire i soldi senza aver ottenuto nulla. Dobbiamo mettere mano al Codice degli appalti». Però alla fine il Recovery fund la Lega in Europa lo ha votato. Che vi disse Matteo per farvi cambiare idea? «Una sola parola. Fiducia. Nel futuro ma anche nel governo. E noi la nostra linea di credito con l'Ue l'abbiamo aperta. Ma attenzione, dare fiducia non significa accettare tutto. Se le cose riteniamo non siano favorevoli per gli italiani, non le votiamo. Come vede ci stanno provocando. Ma chi ne va di mezzo sono le imprese italiane. Giocano sulla loro pelle credendo di fare un dispetto a Matteo ed invece distruggono il Paese. Ma la gente questo lo capisce e alla fine vinceremo noi. Anzi il Paese». Di che lega è? Quella moderata e governista? O quella euroscettica e da battaglia? «Io sono un moderato. Però, come tutti i moderati, chiedo rispetto. Siamo moderati, non stupidi». Quindi nessuno svolta europeista della Lega? «Caso mai è la svolta leghista dell'Europa. L'Europa ci sta dando ragione un pezzo alla volta. Come le dicevo prima. Quello che diciamo da sempre lo stanno ammettendo». Salvini tornerà nel 2021 a Milano Marittima? «Se saremo aperti, penso di sì...».

Foto: PRAGMATICO Massimo Casanova: «Sono un leghista moderato. La nostra linea di credito con l'Ue l'abbiamo aperta»


Foto: SPIRAGLI DI NORMALITÀ Dop ¡1 lungo lockdown, bar all'aperto in zona gialla [Ansa]