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19/05/2020

Reggio, le mani dei Condello sugli appalti

Gazzetta del Sud

L' inchiesta" Rupes" smaschera un cartello di imprese contiguo alla' ndrangheta per il controllo dei lavori: 19 indagati
Il patto di ferro tra gli imprenditori Giuseppe Cartisanoe Vito Lo Cicero rafforzato dall' aiuto di funzionari del Provveditorato alle Opere Pubblichee della Regione
Alfonso Naso REGGIO CALABRIA Concorso esterno in associazione mafiosa, associazioneper delinquere finalizzata alla turbativad' asta, nonché intestazione fittizia- aggravati dal metodo mafioso- corruzione, reati ambientalie abusod' ufficio. Sono questii reati contestati conl' avviso di conclusione indagini notificato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, coordinato dalla procura della Repubblica- Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal procuratore capo Giovanni Bombardieri,a 19 soggetti tra imprenditori ritenuti contigui alla potente cosca Condello egemonea Gallico nella zona Nord di Reggio Calabriae anche funzionari pubblici. Nell' inchiesta denominata" Rupes" cheè stata seguita dal sostituto procuratore Sara Amerioe portata avanti dalle Fiamme Giallei soggetti coinvolti avrebbero costituito un' associazione al fine di determinarea favore, tra il 2009e il 2013, delle imprese riconducibilia soggetti contigui alle famiglie" Condello"," Libri"," Tegano", nonché" Paviglianiti" di San Lorenzoe" Iamonte" di Melito di Porto Salvo, gli esiti di diverse gare per lavori pubblici. Imprenditoria collusa L' influenza della cosca Condello, sarebbe dimostrata da una serie di attività finalizzate al controllo delle attività economiche nonché nell' infilt razione negli appalti pubblici. Tra gli indagati dell' operazione" Rupes" figurano, infatti, gli imprenditori Vito Lo Cicero amministratore dell' impresa" Impiantie Costruzioni s.r.l.", indagato per concorso esterno in associazione di tipo mafiosoe Carmelo Giuseppe Cartisano ritenuto referente della cosca"Chiri co", federata ai Condello, attualmente detenutoe imputato nel procedimento"G otha". Il"p atto" Lo Cicero-Cartisano Secondo la ricostruzione della procurai due avrebbero stretto un accordo mediante il quale il Cartisano «assicurava la risoluzione delle problematiche di natura intimidatoria-estorsiva quali ad esempio il danneggiamento di un escavatoree la" protezione" mafiosarispetto alcantierediBova Marina, collocato in un diverso contesto territoriale di' ndranghet a. In cambio, il Lo Cicero riservava le forniture di materie prime,l' estrazionee i trasporti di materiali, nonchél' assunzione delle maestranze, ad imprese individuate direttamente dal Cart isano». Funzionari pubblici vicini ai clan Nell' inchiestaè stato contestato anche il reato di corruzione per atti contrari ai doverid' ufficioa diversi funzionari in posizioni pubbliche strategiche. Coinvolti nell' inchiesta anche alcuni dipendenti del Provveditorato regionale alle Opere Pubbliche della Siciliae della Calabria: Domenico Alessandro Macrì dell' ufficio Urbanistica, il fratello di Vito Lo Cicero- William Sergio Liborio, Riccardoe Antonino Napolitano «ritenutia" disposizione" del Lo Cicero in cambio di utilità personali diverse dal denaro (esecuzioni di lavori e/o forniture di materiali edili per le abitazioni private)»; nonchéGiovanni Pontari,capostruttura del Dipartimento Agricoltura, Forestee Forestazione della Regione Calabria. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Indagine" Rupes"I militari del comando Provinciale di Reggio Calabria insieme alla Dda hanno ricostruito gli affari delle cosche nel settore degli appalti


Foto: Procurae Fiamme Gialle ri co struis cono una serie di accordi per aggirare le gare e le forniture