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25/03/2021

Reggio, i clan decidevano appalti e nomine all’ Asp

Gazzetta del Sud

Operazione"Chi rone": 13 arresti del Ros
Nel mirino della Dda medici e professionisti «contigui» alla cosca Piromalli-Molè
REGGIO CALABRIA Nella Piana di Gioia Tauro, dominata dal cartello mafioso" Piromalli-Molè", era convinzione unanime che «in ospedale comandanoi Tripodi». Un modus operandi spazzato via dalla Procura distrettuale antimafia di Reggioe dai Carabinieri del Ros con l'indagine"Chi rone", che ha raso al suolo la holding della sanità criminale, gestita, manipolatae divorata da bosse colletti bianchi, imprenditorie manager pubblici «intraneio contigui» alle' ndrine. Il Gip di Reggio ha emesso 14 misure cautelari,6 in carcere,7 ai domiciliari,1 all'obbligo di dimora. Gli indagati sono accusati,a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, trasferimento fraudolento di valori, traffico di influenze illecite, tutti aggravati dal metodo mafioso. Contestualmenteal blitzè statoeseguito un decreto di sequestro preventivo di beni mobili, immobilie rapporti bancari per un ammontare complessivo di circa8 milioni di euro. Per annii Piromalli, attraversoi fidati Tripodi, hanno fagocitato appalti di fornituree strumentazioni, hanno deciso nomine ed incarichi nei posti di comando dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio.L' inchiesta"Chi rone" si ferma alla primavera 2018, molto prima della pandemiae in anticipo al commissariamento dell'Ente per mafia. Per gli inquirenti nei distretti sanitari di Reggio Calabria, Tirrenicoe Ionico comandava la cosca Piromalli, che per realizzare il disegno criminale, arrivarono ad imporre la nominaa direttore del Distretto Tirrenico Asp di Salvatore Barillaro (ai domiciliari) che «garantiva» l'affidamento delle forniture di dispositivi medici alle «aziende di riferimento del clan»,e influenzavai trasferimenti del personale. Scenarie dinamiche confermati da una pattuglia di collaboratori di giustizia. I Piromalli ottenevano ordinativi in particolare presso gli ospedali di GioiaTauro,Polistena, Locriepresso l' azienda ospedaliera di Reggio ricorrendoa procedure di affidamento diretto attraverso «un collaudato sistema di corruttela di medicie paramedici» che in cambio ricevevano regalie in proporzione alle commesse garantite alle ditte del clan. Mazzette che oscillavano dal 2,5 al 5%. © RIPRODUZIONE RISERVATA Ai domiciliari Salvatore Barillaro direttore del distretto tirrenico dell' Asp di Reggio