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30/05/2020

Reggio, appalti pilotati per favorire la ‘ndrina

Eco di Bergamo

Appalti per un valore di oltre 100 milioni di euro spartiti tra un cartello di imprese che riuscivano ad ottenerli grazie alle agevolazioni della cosca Piromalli di Gioia Tauro - una delle più potenti del panorama 'ndranghetista - frodando sistematicamente la Regione Calabria e l'Ue. A infliggere un duro colpo agli appetiti della 'ndrina e degli imprenditori che le ruotavano intorno, sono stati i finanzieri del Gico di Reggio Calabria e dello Scico che, coordinati dalla Dda reggina, hanno portato alla luce un sistema di cui, secondo l'accusa, facevano parte 57 imprenditori che con decine di imprese si sarebbero aggiudicati 22 lavori pubblici nel periodo compreso tra il 2007 ed il 2013 assegnati dalle stazioni appaltanti dei Comuni di Gioia Tauro e Rosarno, nonché dalla Stazione Unica Appaltante di Reggio Calabria. Un sistema che si reggeva anche grazie alla collaborazione di funzionari pubblici infedeli, tra i quali Giovanni Fiordaliso, del Compartimento Anas di Reggio Calabria, già sospeso nel 2017 perché coinvolto in una precedente inchiesta. Nell'indagine è rimasto coinvolto anche il deputato della Lega Domenico Furgiuele, indagato in qualità di legale rappresentante dell'impresa Terina, da cui è uscito dopo la sua elezione in parlamento. Due gli appalti che vedono coinvolta la società che Furgiuele amministrava: la realizzazione dell'eliporto a supporto dell'ospedale di Polistena «Santa Maria degli Ungheresi» e i lavori di ripristino della viabilità a San Giorgio Morgeto. Per lui si ipotizza il reato di turbata libertà degli incanti.