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28/04/2020

Reggia, non c’è pace sul nuovo logo

Il Mattino

L'Ordine degli architetti contro il lavoro di Sigla di Mantova «Nessun riferimento storico artistico al palazzo dei Borbone»
I BENI CULTURALI
Lidia Luberto
Continuano le polemiche sul nuovo logo della Reggia. Questa volta a bocciare «decisamente la scelta operata dalla società di grafica e dalla direzione di Palazzo Reale» è l'Ordine degli architetti della provincia di Caserta. «L'Ordine, per propria natura ha un ruolo che presenta una stretta connessione con la cultura e con il design, per questo motivo sento l'obbligo di dissentire in maniera molto forte sulla scelta effettuata», dichiara il presidente Raffaele Cecoro. «Il logo che rappresenta il brand Reggia manca totalmente di ogni riferimento storico-artistico e sembra un vero e proprio plagio in quanto simile se non identico ad altri loghi già esistenti», sostengono gli architetti che rilevano alcune imbarazzanti somiglianze con quelli «del campione di tennis Federer o ancora peggio con quello della nota società immobiliare canadese Ricco Colinares», si legge in un comunicato stampa.
Da qui la riflessione: «Il marchio che dovrebbe rappresentare il complesso vanvitelliano non può essere pensato come il logo di un privato o di un'azienda, dovrebbe, invece, racchiudere in sé riferimenti storico-artistici ma anche territoriali». Inevitabile il confronto con il logo precedente giudicato «di sicuro più efficace», in quanto lo «schizzo planimetrico con il gioco delle quattro corti della Reggia, coglieva appieno l'essenza di quello che dovrebbe essere un marchio», ed era «un elemento riconoscibile ed unico».
«Abbinare un logo a un monumento internazionale è cosa complessa e per questo avrebbe meritato grande attenzione», continua il vertice degli architetti di Terra di Lavoro che poi nota: «Non è plausibile che, per un progetto di tale importanza, si sia adoperato lo strumento dell'affidamento diretto che, seppur previsto dal nostro codice degli appalti, perché sotto soglia, appare del tutto inopportuno». Secondo gli architetti «sarebbe stato più appropriato procedere con un concorso internazionale di idee». Iniziativa che, secondo Cecoro, «avrebbe avuto una forte partecipazione internazionale» e «generato una grande pubblicità nel mercato creativo-culturale globale».
Una tesi che trova un'autorevole sponda in uno dei massimi esperti di marketing, Raffaele Cercola, ordinario, fino all'anno scorso, di Marketing territoriale all'Università della Campania, per oltre dieci anni presidente della Mostra d'Oltremare e attualmente consulente di Marketing strategico. «Nel logo di un monumento come la Reggia dovrebbe esserci almeno un segno che rimandi alla struttura. Basterebbe anche un piccolo indizio, un riferimento al manufatto», dice il professore. «Quella vanvitelliana è un'opera grandiosa e il brand che la rappresenta dovrebbe ricordare la sua magnificenza. Non si può ridurre tutto a due semplici iniziali come quelle che si possono trovare persino sulle camicie. Ci vuole qualcosa che abbia un impatto strategico-visivo, che sia riconoscibile e che renda immediatamente identificabile il monumento a cui si fa riferimento». E poi, secondo Cercola, un eventuale concorso di idee sarebbe stato un ottimo strumento di comunicazione. «Avrebbe, insomma, fatto parlare a lungo della Reggia, tenendo viva l'attenzione su di essa. E nel momento attuale, quando, forse il turismo potrebbe privilegiare proprio monumenti che hanno grandi spazi e possibilità di visite scaglionate, non è cosa trascurabile».
Non entra nel merito dell'efficacia comunicativa né della riuscita estetica del logo, il sindaco di Caserta, Carlo Marino. «Non mi appassiona questo dibattito, ma, al di là del merito, non mi sembra felice il momento per cambiarlo. Fra le tante priorità, questa non è la più urgente. Ciò non toglie che sia rimasto sorpreso per il mancato coinvolgimento della città e dei casertani. È vero che la Reggia è di competenza statale, ma, - dice il sindaco - così come quando utilizziamo il logo o il nome Reggia chiediamo l'autorizzazione, mi sarei aspettato, per garbo istituzionale, che almeno ci fosse comunicata l'iniziativa».ù
Il primo cittadino, però, va oltre. «Mi aspetto una collaborazione fattiva della istituzione Reggia. Per migliorarne la qualità della vita con l'apertura del parco ai casertani a partire dal 4 maggio (anche se persiste la chiusura dei musei statali): aiuterebbe la comunità a riprendersi».
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