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21/06/2019

Refezione scolastica, presentata una sola offerta

Il Messaggero

PER QUESTA GARA D'APPALTO SI ERA SFIORATA LA CRISI POLITICA
SULMONA
Una gara d'appalto che ha fatto sfiorare la crisi politica e ha portato il segretario comunale a parlare di indebite ingerenze da parte di esterni e interni, con tanto di convocazione in commissione di Garanzia dell'assessore Mauro Tirimacco e degli uffici comunali. Alla fine, però, sul piatto ricco della refezione scolastica si è presentato a tavola un solo offerente, anche se si tratta in sostanza di due imprese riunite in un'associazione temporanea. Ieri all'apertura delle buste per la gara che vale 2,5 milioni di euro per i prossimi cinque anni, si è infatti scoperto che dei quattro gruppi che avevano eseguito i sopralluoghi nelle scuole sulmonesi, solo l'Ati composta dalla EP spa e dalla Coselp, ha risposto al bando. Gli altri non hanno ritenuto evidentemente conveniente svolgere il servizio, tra questi la stessa Vivenda che lo scorso anno aveva strappato alla Coselp l'appalto per qualche mese e che non ha neanche ritirato il verbale di sopralluogo. Saranno dunque con molta probabilità le due aziende che hanno risposto al bando a fornire i pasti agli studenti sulmonesi nei prossimi cinque anni, secondo una divisione dei compiti che prevede che la EP fornisca i pasti al terzo circolo didattico (Ovidio-Lombardo Radice) e la Coselp agli altri due circoli (Capograssi e Serafini-Di Stefano). La Coselp di Pratola Peligna è quella che ha gestito la refezione scolastica a Sulmona per otto anni (vincitrice della prima e unica gara europea fatta prima di questa), mentre la EP opera già da qualche anno a Sulmona rifornendo l'ospedale e la casa di riposo della Casa Santa dell'Annunziata. Per avere l'aggiudicazione definitiva, dopo l'ammissione degli atti amministrativi, bisognerà ancora attendere la valutazione dell'offerta tecnica e la congruità del ribasso d'asta, ma essendo le due società non certo improvvisate nel settore è quasi scontato che l'appalto andrà a buon fine garantendo già da ottobre prossimo l'avvio di un servizio mensa meno burrascoso di quello dello scorso anno. I 32 lavoratori in uscita dalla Vivenda dovrebbero essere tutti riassorbiti secondo la clausola di salvaguardia. La scommessa dei rinnovati gestori del servizio è quella di tornare ai numeri di qualche anno fa, ovvero ai 104mila pasti annuali, scesi nell'ultimo anno ad 80mila. Un calo che probabilmente ha reso meno appetibile la gara stessa.
Patrizio Iavarone
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