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02/03/2019

«Reddito e condono a Ischia ci sarà una paralisi da ricorsi»

Il Mattino

LA CERIMONIA Il presidente del Tar Campania, Salvatore Veneziano, durante la relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario NEWFOTOSUD ANTONIO DI LAURENZIO La giustizia amministrativa
Il presidente del Tar: la Campania in testa tra le regioni sul fronte della litigiosità «Il groviglio di istanze su un migliaio di edifici in zone vincolate crea il caos di competenze»
Reddito di cittadinanza, condono di Ischia e regionalismo differenziato rischiano di far aumentare i ricorsi al Tar in Campania nei prossimi mesi. Non ha dubbi il presidente del tribunale amministrativo regionale, Salvatore Veneziano, che l'ha ribadito nel corso della cerimonia inaugurale dell'anno giudiziario ieri mattina, alla quale ha preso parte anche il presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi. Per il reddito di cittadinanza, secondo Veneziano, si rischiano contenziosi per i prossimi 25 anni. Mentre sull'autonomia «è facile prevedere che la differenziazione reale o percepita nei livelli qualitativi e quantitativi dei servizi apprestati dalle varie amministrazioni potrà determinare un aumento del contenzioso in materia». Ancora una volta la Campania resta in cima alla lista delle regioni italiane con la maggiore litigiosità. Oltre 5.200 ricorsi nel 2018, il doppio della Lombardia, pari al 10% del totale nazionale. Superata solo dal Lazio. I maggiori contenziosi sono sempre nei settori dell'edilizia e dell'urbanistica (oltre 1.400 nuovi ricorsi), anche se in leggero calo rispetto al 2017. Mentre un altro dato significativo è che Comuni, Regione e altri enti pubblici non pagano le sentenze di condanna. «La persistenza di un rilevante numero di nuovi ricorsi per l'esecuzione di condanne al pagamento - scrive Veneziano - è sintomatica delle perduranti difficoltà della pubblica amministrazione di fare fronte alle proprie obbligazioni, con progressivo aggravio di oneri per spese e interessi». I ricorsi per le esecuzioni di giudicato, infatti, sono 1.161: 122 più dell'anno scorso. L'EVENTO ` Gelo, alla cerimonia, tra il presidente della Campania Vincenzo De Luca e il sindaco Luigi de Magistris. Nessuna stretta di mano tra i due. «Sul regionalismo abbiamo rischiato la rottura dell'unità nazionale», attacca il governatore, che poi punta il dito sui troppi ritardi nei lavori pubblici e sul codice degli appalti, già più volte rimaneggiato, che oggi «rischia di andare verso un'altra riforma frantumata che creerà danni». Al centro del discorso del sindaco il tema dei livelli dei servizi pubblici e dei diritti fondamentali dei cittadini. «Difficile continuare a offrire prestazioni di qualità - incalza l'ex pm - se dal 2011 a oggi il personale del Comune è stato dimezzato. E con Quota 100 avremo altri vuoti». Mentre il presidente dell'Ordine degli Avvocati sottolinea «i costi esorbitanti che impediscono l'accesso alla giustizia amministrativa». I NUMERI Nel 2018, intanto, sono cresciuti i ricorsi su sicurezza pubblica (+76), impiego pubblico (+44), appalti (+31), stranieri (+29), Sanità (+26). Sulla percentuale degli appalti ha pesato lo scorso anno il grosso numero di gare indette da Soresa. Ma anche «le impugnative contro gli affidamenti di incarichi professionali per progettazioni e altri servizi di ingegneria che sembrano preludere a una ripresa del contenzioso nei lavori pubblici». Tra i settori con maggiori contenziosi, per Veneziano, «soprattutto i comuni, che registrano una difficoltà finanziaria. Nell'approvazione dei bilanci ci sono ricorsi spesso frutto di tensioni all'interno degli enti e di dinamiche consiliari, ma non riguardano Napoli. La Regione invece non sconta grosse problematiche finanziarie». Si riducono anche i tempi del processo, attestatisi a 898 giorni (nel 2011 erano 4.163), sotto il tetto dei 1.095 previsto dalla legge. I ricorsi definiti sono stati 8.554, ne restano pendenti 15.513 (-17,5% del 2017). Ben 6.292 le sentenze pubblicate. REDDITO E CONDONO «Nel 2019 - scrive Veneziano - sono prevedibili incrementi di contenzioso dovuti alle recenti misure legislative del condono e della ricostruzione di Ischia e del reddito di cittadinanza». Due norme che sembrano «destinate a incidere in modo significativo» in Campania. «Per il reddito di cittadinanza, se il contenzioso dovesse essere attribuito ai Tar, potrebbe riproporsi uno scenario analogo a quello per l'applicazione della legge regionale 11/1984 che prevedeva l'erogazione di un contributo economico alle famiglie che provvedessero direttamente all'assistenza di soggetti non autosufficienti». Contenziosi chiusi solo nel 2011. Per il condono di Ischia, l'intrecciarsi delle procedure per le istanze di un migliaio di edifici in zone vincolate con tre sanatorie, della microzonizzazione del sisma e l'esame delle richieste di contributo per la ricostruzione crea commistione tra competenze dei Comuni, commissariali e tutela dei vincoli. Sulle griglie del metrò al Plebiscito, infine, Veneziano auspica: «Possibili soluzioni tecniche che possano conciliare le diverse esigenze». p. f.

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