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27/02/2021

Recovery, sostenibilità e riforme

ItaliaOggi

Le richieste dei sindaci ALI al governo. Puntare su controlli ex post e autocertifi cazioni
Ricci: priorità ai progetti comunali. Sburocratizzare la p.a.
Il governo Draghi è nato in una traccia fortemente europeista e ambientalista, con un programma orientato alle politiche di sviluppo, della sostenibilità e delle riforme, che sono peraltro al centro del mandato europeo. Sappiamo, infatti, che il 37% dei fondi Next Generation Eu dovrà andare a contrastare la crisi climatica, e ogni capitolo dovrà contenere una valutazione di impatto ambientale. Le enormi risorse che l'Italia avrà a partire dal terzo semestre del 2021 sono l'occasione non solo per avviare la ripresa e la crescita del nostro Paese, per ricostruire o cambiare interi settori, ma anche per ripensarlo. Su questo ci giochiamo il nostro futuro, la nostra credibilità internazionale e la nostra competitività, rispetto all'Europa e rispetto al resto del mondo. Noi sindaci abbiamo chiesto che il 10% delle risorse del Recovery Plan, che già a luglio arriverà come acconto dall'Europa, sia dato da gestire direttamente ai comuni. Questo perché i comuni sono il primo avamposto dello Stato sul territorio, i sindaci i rappresentanti delle istituzioni più vicine ai cittadini, e non solo hanno chiaro le esigenze delle imprese locali, dei territori e delle famiglie, ma hanno progetti già pronti, capaci di mettere insieme anche più enti, fare rete. Sappiamo come e quanto spendere al meglio per far ripartire l'economia, da subito. È interesse di tutti. L'Italia sono i suoi territori e le sue città, che devono dunque essere centrali nel piano di rinascita del Paese; una centralità riconosciuta a monte, non a valle, se vogliamo realizzare grandi progetti di riforme secondo il mandato europeo. Accanto alla centralità nelle scelte e nella gestione, i sindaci affi ancano un altro grande tema di cui sempre si parla ma che spesso o si ritarda o si rivela poco organico nella sua realizzazione: occorre una grande riforma di sburocratizzazione, accanto a una riforma del Codice degli Appalti, che potrebbe permettere di far partire il lavoro con grande velocità, avvicinando l'Italia perlomeno ai tempi degli altri Stati europei. Dobbiamo puntare sui controlli ex post e sulle autocertificazioni, permettendo alle imprese, piccole e grandi, di partire subito abbattendo tempi enormi che disincentivano il lavoro. Riformare lo Stato per renderlo migliore, più giusto, e più effi ciente. Un'Europa forte e unita ci aiuterà a cambiare in meglio, la sostenibilità ambientale e sociale ci aiuterà a compiere una svolta e a ripensare anche il nostro modello di sviluppo, che negli ultimi anni ha costruito molto nelle grandi città a discapito delle aree verdi, ha spopolato drammaticamente le aree interne e ingrandito a dismisura le grandi città, con una nuova politica urbanistica ad esempio più orientata alla trasformazione del già costruito. Va in questa direzione la nuova associazione che Ali ha lanciato a gennaio, una rete dei Comuni più sostenibili che puntano alla misurazione della loro crescita sul Bes, il nuovo indicatore del benessere equo sostenibile, che è lo strumento più adatto. I sindaci faranno la loro parte, chiedono di partecipare, nel rispetto dei differenti piani istituzionali, di essere ascoltati, e credono fortemente nell'Italia e nell'Europa, perché solo facendo rete possiamo riuscire a realizzare un Paese più forte, più equo e più unito. © Riproduzione riservata

Foto: Matteo Ricci