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03/07/2021

Recovery, si fa sul serio al via i primi appalti

La Repubblica - Claudio Reale

Gli investimenti coi fondi Ue
Partono i primi appalti finanziati con il Recovery fund: Rfi ha assegnato due lotti del cantiere che velocizzerà i treni fra Messina e Catania. Ma è solo l'antipasto: lunedì si sbloccherà l'elettrificazione della linea ferroviaria Palermo-Trapani ed entro la fine dell'anno saranno assegnati appalti per tre miliardi che includono il raddoppio dei binari fra il capoluogo e la città etnea. Prendono il largo anche i progetti per collegare i porti alla rete elettrica e per ridurre la dispersione idrica. ● a pagina 4 Il primo appalto è stato aggiudicato qualche giorno fa. Ma è solo l'antipasto di un pacchetto da tre miliardi di euro che vedrà la luce da qui alla fine dell'anno. La Sicilia mette i motori avanti per il Recovery plan: la settimana scorsa Rfi ha aggiudicato i lavori di ammodernamento della linea ferroviaria Fiumefreddo-Taormina, 15 chilometri che velocizzeranno i treni fra Messina e Catania, ma già lunedì prossimo si sbloccherà l'elettrificazione dei binari fra Cinisi e Trapani e così via, in un elenco di opere che comprende investimenti sulle infrastrutture e sull'energia.
Con un obiettivo su tutti: fare in fretta. «Adesso - ha detto ad esempio l'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone dopo l'assegnazione delle opere tra Fiumefreddo e Taormina e fra la perla dello Jonio e Giampilieri - confidiamo nella rapida predisposizione della progettazione esecutiva dei due lotti, attività in capo all'impresa aggiudicataria, per giungere a febbraio 2022 alla posa della prima pietra».
Toccando ferro Anche perché le opere da mettere in moto sono tante. La prossima mossa è la trasmissione al ministero dell'Ambiente dei documenti sul raddoppio ferroviario fra Catania e Palermo, con un intervento che a regime (cioè entro il 2026) dovrebbe consentire di raggiungere la città etnea dal capoluogo in due ore contro le quattro abbondanti attuali: le due tratte fra Dittaino e Catenanuova e fra Enna e Dittaino potranno essere messe in gara entro la fine dell'autunno, con un investimento che ammonterà a un miliardo in tutto. Poi toccherà alla ferrovia Fiumetorto-Lercara Friddi, da un miliardo e mezzo: i due lotti delle opere sono stati approvati, e dunque adesso bisognerà attendere una gara in programma l'anno prossimo. Molto meno, invece, bisognerà aspettare per la ferrovia Palermo-Trapani via Milo: il potenziamento della tratta fra la città delle saline e Alcamo e l'elettrificazione di tutta quella porzione, più la parte che arriva fino a Cinisi, approderà lunedì in conferenza dei servizi per l'ultimo via libera, e così entro settembre potrà essere celebrata una gara da 260 milioni di euro. «La cura del ferro - osserva Falcone - è un passaggio strategico per una mobilità più fluida in Sicilia. Oltre agli interventi previsti nel Pnrr abbiamo trasmesso al ministero un elenco di opere che valgono 5,5 miliardi in tutto».
L'ora della transizione Il resto dei progetti in dirittura d'arrivo è invece all'assessorato all'Energia. Negli uffici guidati da Daniela Baglieri sono pronti i progetti per decarbonizzare i porti, cioè per collegarli alla rete elettrica: con 50 milioni di euro si interverrà su quelli di Siracusa, Gela, Pozzallo, Mazara del Vallo, Licata e Riposto. E se il sogno del dirigente generale dell'Energia Antonio Martini è portare nell'Isola il centro di ricerca per l'idrogeno, al dipartimento Acqua e rifiuti si lavora invece sul mega-pacchetto da 700 milioni di euro per l'efficienza idrica: un programma che include fra gli altri interventi gli investimenti contro la dispersione idrica, la messa in sicurezza dei serbatoi e la manutenzione delle dighe.
Esperti a confronto Oggi di Recovery si parlerà a Sant'Alessio Siculo in un convegno voluto dall'europarlamentare di Fdi Raffaele Stancanelli. Oltre a lui interverranno, fra gli altri, il sottosegretario alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, Falcone e la sua omologa calabrese Domenica Catalfamo, la presidente della commissione Ambiente dell'Ars Giusi Savarino, il sindaco di Messina Cateno De Luca e diversi esperti, rappresentanti delle imprese e politici. Per Stancanelli, che pochi giorni fa ha scritto al vicepresidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis e al commissario per l'Economia Paolo Gentiloni, «nel Pnrr sono previste opere, certamente utili, che rappresentano però la riproposizione di interventi contenuti in altri documenti di programmazione per i quali i finanziamenti erano già avvenuti».punti Dai binari all'acqua e ai porti 1
Le infrastrutture Le prime opere finanziate con il Recovery fund sono già state assegnate: l'appalto numero 1 riguarda la ferrovia Messina-Catania. "Entro l'anno appalti per tre miliardi" L'energia Al lavoro i tecnici del dipartimento Energia e quelli del dipartimento Acqua: l'obiettivo è collegare i porti all'elettricità e ridurre la dispersione idrica