scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
06/04/2021

Recovery Plan, commissione unica per il via ai progetti

Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli

Recovery Plan, commissione unica per il via ai progetti

ROMA

Spunta l'ipotesi di una commissione unica centralizzata per il rilascio di tutti i pareri e le autorizzazioni relativi ai progetti che saranno inseriti nel Recovery Plan.

È ancora solo una proposta informale, presentata in meno di dieci righe all'interno della commissione insediata al ministero delle Infrastrutture. Questa commissione cui partecipano anche la Funzione pubblica, l'Anac, il Consiglio di Stato e la Corte dei conti, sta predisponendo un documento di proposte per semplificare il codice degli appalti pubblici e le procedure autorizzative per i progetti infrastrutturali. Il documento, di cui esiste una prima versione, dovrebbe essere definito la prossima settimana.

Nonostante quella della commissione unica sia ancora una proposta informale, sembra destinata a fare strada, considerando che quello dei tempi lunghi per le fasi autorizzative dei progetti infrastrutturali resta il vero nodo irrisolto degli investimenti pubblici italiani e anche i commissari straordinari - per cui il ministro Giovannini predisporrà una seconda lista specifica per i progetti del Pnrr dopo i primi 58 in corso di varo definitivo - non saranno certamente la soluzione buona per tutte le occasioni.

La commissione unica sarà probabilmente una delle proposte sul tavolo per affrontare questa criticità ora che decolla il confronto nel governo sul decreto Recovery/Semplificazioni. Già la prossima settimana, infatti, questo confronto potrebbe uscire dalla fase delle proposte ministeriali e dalle elaborazioni interministeriali che stanno maturando nelle varie commissioni per approdare a Palazzo Chigi, cui spetta ovviamente il coordinamento.

Da Palazzo Chigi, per ora, l'unica posizione trapelata è quella espressa pubblicamente dal premier Mario Draghi sulla volontà di fare il decreto legge per semplificare le procedure insieme al Recovery Plan, che, come è noto, sarà presentato a fine aprile a Bruxelles.

La commissione unica è stata già utilizzata nella ricostruzione post-terremoto dell'Aquila: secondo questo modello sarebbe una sorta di conferenza di servizi unica permanente che dovrebbe valutare tutti i profili autorizzativi inerenti al progetto entro sessanta giorni o, al più tardi, novanta giorni in caso sia richiesta una integrazione documentale.

Questa commissione unica - che dovrebbe avere una struttura adeguata in termini di personale (si ipotizzano 200 unità) - sarebbe articolata in servizi per far fronte ai vari procedimenti, fra cui la valutazione di impatto ambientale, che resta il punto più critico di tutto il percorso insieme ai pareri delle Sovrintendenze.

Proprio sulla Via, però, la questione è complessa perché la valutazione di impatto ambientale è regolata da una disciplina Ue. Il punto, inoltre, non è solo in quale sede viene espresso il parere di Via, quanto semplificare e accelerare il procedimento. E soprattutto dargli tempi certi. Rispettare le regole Ue non significa tenere il modello italiano così com'è, visto che in Italia i tempi sono più lunghi e almeno in passato il procedimento è stato caricato di un particolare "peso" politico (al punto che solo il decreto semplificazioni 76/2020 ha eliminato la firma del ministro dal parere).

Sembra quindi necessario intervenire comunque anche con una riforma del procedimento di Via che fu appena sfiorato dal decreto semplificazione del luglio 2020. Qui c'è un'altra commissione interministeriale che sta lavorando, composta dai ministeri delle Infrastrutture, della Transizione ecologica e dei Beni culturali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giorgio Santilli

LA PROPOSTA

1

la commissione

Struttura centralizzata

Il rilascio i tutti i pareri e le autorizzazioni relativi ai progetti del Recovery Plan potrebbe essere gestito da una commissione unica centralizzata

2

il funzionamento

Conferenza di servizi

La commissione sarebbe una sorta di conferenza di servizi unica permanente che dovrebbe valutare tutti i profili autorizzativi del progetto entro 60 giorni o 90 giorni in caso sia richiesta una integrazione documentale