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26/05/2021

Recovery, i poteri a Draghi

MF - Andrea Pira

AL PREMIER UN RUOLO CENTRALE PER TRANQUILLIZZARE BRUXELLES
L'ex numero uno Bce blinda i 220 mld Ue: sarà lui a coordinare tutti i centri di spesa Cabina di regia a Palazzo Chigi e cassa al Mef, ma con una nuova direzione generale Nomine pubbliche, quelle Rai slittano e su Cdp è testa a testa Palermo-Scannapieco Sarà un vertice politico a «geometrie variabili» a occuparsi a Palazzo Chigi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Lo schema di governo dei miliardi di fondi straordinari in arrivo dalla Commissione europea prevede infatti una cabina di regia presieduta dal premier Mario Draghi che di volta in volta sarà affiancato dai ministri e dai sottosegretari competenti per le materie affrontate. Uno schema mobile rispetto al triumvirato presidente del Consiglio, ministri dell'Economia e dello Sviluppo ipotizzato da Giuseppe Conte quando era ancora a Palazzo Chigi e che aveva attirato contro l'avvocato l'accusa di volere accentrare nella sua persona la gestione del Recovery. Anche questo schema a turnazione non è scevro dal rischio di inciampi politici, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento delle singole forze che compongono la maggioranza. I capitoli principali del Recovery (infrastrutture, digitale e transizione ecologica) sono affidati a tecnici. La missione Sanità chiama invece sempre in causa il ministro Roberto Speranza (LeU), mentre all'inclusione sociale c'è il titolare del Lavoro Andrea Orlando. Riunioni mirate dovrebbero invece vedere la partecipazione di Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico), Mariastella Gelmini (Affari regionali) e Stefano Pautanelli (Agricoltura). Al Mef, guidato da Daniele Franco, sarà invece istituita una nuova direzione generale incaricata di seguire l'attuazione del piano dal punto di visto finanziario. Sempre a Palazzo Chigi sarà istituita una segreteria tecnica, di raccordo con il Tesoro e con compiti di sostegno sia alla cabina di regia sia al tavolo permamente, che rappresenta il livello di «dialogo» con enti territoriali, sindacati, parti sociali. Un organismo di «partenariato economicosociale-territoriale», come è stato illustrato nella riunione di ieri per mettere a punto il decreto di governance del Piano di ripresa. Il provvedimento è atteso in Consiglio dei ministri in settimana, mentre potrebbe slittare alla prossima il decreto Semplificazioni. Ci sono da chiarire prima alcuni nodi politici. Un'ampia fetta della maggioranza e i sindacati chiedono correttivi alle norme sugli appalti e sul massimo ribasso contenute nella bozza del decreto, il primo per far muovere le risorse del Recovery. E le divergenze hanno bloccato anche la versione definitiva del decreto Imprese, Lavoro e Professioni, il cosiddetto Sostegni bis licenziato dal governo giovedì 20 maggio e appeso alla norma blocca licenziamenti portata in cdm dal ministro Orlando. Norma tornata in bilico dopo la levata di scudi di Confindustria in quanto proroga il blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto per le aziende che chiedono la cassa Covid entro fine giugno e anche oltre per le imprese che utilizzano la cig ordinaria. Uno stallo per risolvere il quale si lavora a correttivi, che facciano leva sulla dimensione delle aziende e sui settori coinvolti. Fonti del Pd in serata spiegavano comunque che il pacchetto lavoro conferma l'impostazione data da Orlando, con opzioni a disposizione delle aziende, alternative ai licenziamenti, tra cui la cig gratuita fino a fine anno. (riproduzione riservata)

Foto: Mario Draghi