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24/04/2021

Recovery anche senza gare

MF - Luisa Leone

IL GOVERNO SCEGLIE DI FARE IN FRETTA
Nelle pieghe del Piano di Draghi spunta anche la possibilità di affi damenti in-house Così Fs e Anas potranno avviare subito lavori per oltre 22 miliardi sui 221,5 totali Svolta anche sul Superbonus Casa 110% : sarà prorogato al 2023, ma non per tutti Ci saranno tre strade a disposizione del governo per spendere i 221,5 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr): le classiche gare, con i loro tempi lunghi (sebbene si punti a semplificazioni), ma anche gli affidamenti in-house a società pubbliche (come per esempio Ferrovie o Anas) e il partenariato pubblico-privato: una forma più rapida per il coinvolgimento dei privati. Dopo che era stata messa nero su bianco già nel Documento di Economia e Finanza, ora la cifra complessiva di 221,5 miliardi è stata suddivisa in 16 componenti che si raggruppano in sei missioni, come si legge nelle bozze circolate ieri, ribadendo che le risorse in arrivo dalla Recovery and Resilience Facility (Rrf) saranno 191,5 miliardi e che altri 30 miliardi verranno da un fondo pluriennale che sarà utilizzato con le stesse modalità delle risorse Ue ma per progetti che potranno sforare l'orizzonte temporale del 2026 e non dovranno essere rendicontati a Bruxelles come quelli della Rrf. Quanto alle sei missioni, sono confermate quelle previste dal precedente esecutivo: digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pa (42,5 miliardi); rivoluzione verde e transizione ecologica (57 miliardi); infrastrutture per una mobilità sostenibile (25,33 miliardi); istruzione e ricerca (31,88 miliardi), inclusione e coesione (19,12 miliardi); salute 15,63 miliardi). Di questi importi 138,5 miliardi riguarderanno nuovi finanziamenti e 53 risorse già preventivate. Per impiegare tale mole di denaro nei tempi stretti previsti dall'Ue, oltre alle previste riforme della pubblica amministrazione e del codice degli appalti, sarà importante poter ricorrere anche a modalità di utilizzo dei fondi diverse dalle gare europee, che pure avranno ovviamente un ruolo importante, e dunque ricorrere all'in-house, affidandosi a società pubbliche o al partenariato pubblico-privato, oggi non troppo sviluppato in Italia ma che potrebbe rivelarsi un'arma importante per l'implementazione del Recovery. Quanto ai tempi, ieri il premier Mario Draghi intervenendo al Leaders Summit on Climate ha assicurato: «La prossima settimana presenterò al Parlamento italiano il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: è un progetto ambizioso che stanzia oltre 70 miliardi per investimenti in infrastrutture verdi, economia circolare e mobilità sostenibile». Intanto per oggi è previsto un primo esame in Consiglio dei ministri, mentre l'approvazione definitiva dovrebbe avvenire dopo la presentazione alle Camere ma comunque in tempo per inviare il tutto a Bruxelles entro la scadenza del 30 aprile, come ha assicurato il sottosegretario agli Affari Europei Vincenzo Amendola. Per il capitolo riforme nelle bozze si citano quella della Pa, della giustizia, ma anche quelle per facilitare gli investimenti, come la semplificazioni di permessi e autorizzazioni e appunto un intervento sul codice degli appalti. Ma anche nuove regole per la produzione di energie rinnovabili o interventi sul contratto di programma di Fs. Proprio i collegamenti ferroviari e metropolitani fanno la parte del leone della missione Mobilità assorbendo la quasi totalità dei suoi 25,3 miliardi. Tra gli altri, progetti per la banda larga per 6,3 miliardi e rifinanziamento dell'Ecobonus 110% per 18,5 miliardi ( si veda articolo a pagina 6 ). (riproduzione riservata)

IL NUOVO RECOVERY PLAN DEL GOVERNO

✦ Le sei missioni Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura Rivoluzione verde e transizione ecologica Infrastrutture per una mobilità sostenibile Istruzione e ricerca Inclusione e coesione Salute
GRAFICA MF-MILANO FINANZA Le risorse a disposizione Recovery & resilience facility: 191,5 miliardi Fondo complementare: 30 miliardi Investimenti complessivi 221,5 miliardi