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13/03/2021

Recco, bando prima dell’estate: sei appartamenti da assegnare Incontro fra comune e arte sull’emergenza abitativa

Il Secolo XIX - Edoardo Meoli

Edoardo Meoli / ReccoSei appartamenti da assegnare in tempi brevi, un bando che dovrà necessariamente essere pubblicato prima dell'estate e in prospettiva la conferma che l'edilizia popolare dovrà essere una delle chiavi di lettura per rispondere all'emergenza abitativa, che probabilmente esploderà con la fine del blocco degli sfratti. Sono temi importanti per Recco e in generale per il Levante, quelli trattati nel corso dell'incontro tra l'amministrazione cittadina e Arte, l'Agenzia per l'edilizia residenziale pubblica (ex Iacp) che è stata rappresentata dall'attuale numero uno, l'amministratore unico Girolamo Cotena. Con il sindaco Carlo Gandolfo, alla riunione hanno partecipato sia l'assessora ai Servizi sociali, Francesca Aprile, sia l'assessora ai Lavori pubblici, Caterina Peragallo. Presente anche il consigliere regionale Domenico Cianci. «L'incontro era in agenda da tempo, ma poi è stato rinviato a causa del Covid - spiegano le due assessore - Ora finalmente abbiamo sbloccato alcune situazioni, a cominciare da quelle relative a due appartamenti che si sono liberati in zona piazzale Mameli e poi di altri quattro che saranno fruibili a settembre tra via della Ne, piazzale Mameli e piazzale Mazzini. Abbiamo anche compiuto alcuni sopralluoghi su terreni che sono di proprietà Arte e che potrebbero facilmente essere ripristinati e messi a disposizione della cittadinanza». Per tutti gli alloggi che dovranno essere assegnati, si dovrà fare ricorso a una nuova graduatorie e a un nuovo bando, visto che l'ultimo a disposizione risale ad anni fa. «Anche su questo punto ci siamo trovati d'accordo». In prospettiva si è guardato anche al tema degli sfratti, oggi bloccati per legge ma destinati a tornare prepotentemente d'attualità quando il mercato sarà nuovamente libero. Così, mentre le associazioni della proprietà, come Ape Confedilizia, lanciano l'allarme per la presenza di centinaia di inquilini morosi che stanno mettendo in crisi altrettante famiglie di piccoli proprietari, una delle soluzioni per evitare che scoppi la bomba ad orologeria dell'esecutorietà è appunto l'edilizia popolare. Attualmente il numero di sfratti esecutivi in vallata è di poco meno inferiore alle 200 unità. --