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05/06/2020

Rebus spiagge cittadine il Comune deve attendere

La Gazzetta Del Mezzogiorno

CORONAVIRUS USCIRE DALL'EMERGENZA Non solo mascherine e distanze di sicurezza. Anche il bar di Pane e Pomodoro nel limbo. A rischio i servizi dei lidi pubblici
Torre Quetta, la vicenda giudiziaria rischia di ritardare l'apertura
NINNI PERCHIAZZI l Torre Quetta e «Pane e Pomodoro» nel limbo. Mascherine, distanze di sicurezza e altre misure anti-Covid, sembrano essere il minore dei problemi: migliaia di frequentatori delle popolari spiagge pubbliche baresi del litorale di Sud est rischiano un'estate alquanto tribolata tra divieti, limitazioni e assenza dei consueti servizi di gestione (dall'animazione alla ristorazione). L'ultimo capitolo della vicenda giudiziario-amministrativa relativa all'impresa attualmente concessionaria del bar situato nell'area di «Pane e Pomodoro» e titolare della concessione dell'area pubblica balneare di «Torre Quetta», ha obbligato Palazzo di Città a prendere atto del provvedimento interdittivo antimafia adottato dalla Prefettura di Bari, revocando con effetto immediato le concessioni e ogni autorizzazione collegata alla società, nonché la Scia per l'attività commerciale. PUNTO DI DOMANDA - Al momento, il futuro immediato di Torre Quetta (e del bar di «Pane e Pomodoro»), è un grosso punto interrogativo. Con il Comune costretto ad attendere l'evoluzione degli eventi, ovvero l'esito dei preannunciati ricorsi della società al provvedimento di revoca della suddetta interdittiva, mentre l'iter prevede che la stessa amministrazione cittadina nei prossimi giorni proceda alla presa in consegna dei siti in questione, previe operazioni di sgombero da parte dell'im presa sotto indagine. Ai gestori sono stati dati 10 giorni di tempo per rimuovere le strutture (chioschetti e altri manufatti) presenti nell'area di Torre Quetta e 15 giorni per sgomberare il bar di «Pane e Pomodoro». Poi il Comune, ricorsi permettendo, tornerà in possesso dei luoghi e dovrà decidere come dovranno essere gestiti, partendo dall'ovvia constatazione della mancanza dei tempi necessari a indire un bando pubblico per l'affido della concessione, così come non sembra ipotizzabile una gestione diretta. LIMBO - In corso Vittorio Emanuele quindi la patata bollente è nelle mani dei direttore generale del Comune, Davide Pellegrino. Si dovranno trovare le soluzioni per permettere la migliore fruizione possibile dei lidi, garantendo gli standard degli scorsi anni, peraltro caratterizzati da un'affluenza sostenuta, col problema ulteriore dell'adozione delle misure anti emergenza, ma soprattutto con l'avvio ufficiale della stagione estiva ormai imminente (a metà giugno già ci siamo). Un bel rebus considerato il delicato momento sociale e sanitario, con la gente che sembra aver già dimenticato i pericoli letali della pandemia non ancora sconfitta, senza dimenticare l'importanza assunta dal tratto di litorale in questione, divenuto un punto di riferimento per tanti baresi ed al tempo stesso indicato quale principale obiettivo da riqualificare dallo stesso sindaco Antonio Decaro. Una vera e propria sfida supportata dall'av viato bando internazionale «Costasud», i cui progetti sono destinati a mutare ll volto di quella porzione di città, per decenni bistrattata e dimenticata. IL NODO GIUDIZIARIO - Come detto, l'interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura è piombata sulla società «Il Veliero» - intestata a Rosa Di Modugno responsabile della gestione di Torre Quetta e del bar di «Pane e Pomodoro». Da tempo però il Comune, non soddisfatto dell'operato del gestore, aveva ingaggiato una battaglia a colpi di carte bollate proprio con la determinazione di giungere alla decadenza della concessione. Il provvedimento, motivato dai presunti contatti con la criminalità organizzata, non della titolare ma di un personaggio ritenuto riconducibile alla compagine aziendale - tesi contestata dai legali della società -, comporta il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione. La misura è stata adottata sulla base della legge per il contrasto alle infiltrazioni mafiose, poiché le informazioni acquisite grazie al lavoro di forze dell'ordine e magistratura fanno ipotizzare all'Ufficio barese del governo che i tentacoli della criminalità organizzata si siano allungati sui lidi cittadini situati sulla costa a sud-est STORIA A PUNTATE - «Il Veliero», società capofila di un raggruppamento temporaneo di imprese, si aggiudica nel 2018 la concessione della spiaggia di Torre Quetta, ma a settembre 2019 trascorse due stagioni balneari -, il Comune la dichiara decaduta. Il motivo del dietrofront della ripartizione Attività economiche: alcune irregolarità riscontrate nella gestione delle attività e sanzioni amministrative comminate alla società. Decisione contestata da quest'ultima, che però si vede respinto il ricorso al Tar. Palazzo di Città prepara un nuovo bando per l'affidamento di Torre Quetta nel 2020, ma «Il Veliero», fa appello al Consiglio di Stato, che lo scorso marzo sospende la decisione dei giudici di primo grado in attesa dell'udienza di merito. Nelle more della pronuncia definitiva, la gestione può rimanere in capo all'azienda fino al prossimo settembre. Non va così, l'in terdittiva antimafia porta alla revoca delle concessioni. Ora l'attesa.

Foto: TORRE QUETTA Stagione balneare ad alto rischio sotto il profilo dei servizi di spiaggia sul lido pubblico gratuito del Comune sulla costa meridionale dopo lo stop della Prefettura all'appalto assegnato dal Comune alla società «Il Veliero» [foto Luca Turi]


Foto: LA MANIFESTAZIONE DI AUTISTI E IMPRENDITORI DI AUTOBUS TURISTICI BLOCCA LA CITTÀ LA PROTESTA IN CITTÀ Ieri un centinaio di autisti di autobus da turismo hanno sfilato con i loro mezzi dallo stadio San Nicola fino alla sede della Regione sul lungomare partecipando in questo modo alla protesta nazionale del trasporto turistico su gomma [Servizio fotografico di Luca Turi]