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05/12/2019

Rapporto Inail: più infortuni sul lavoro, ma meno morti

Il Gazzettino

Duemila feriti in 10 mesi Scavazzin (Cisl): «Serve maggiore prevenzione»
CANTIERI A RISCHIO
ROVIGO Nel periodo gennaio-ottobre 2019 il numero degli infortuni sul lavoro denunciati in Polesine è aumentato di quasi il 2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018, salendo a 2.053. Sono in calo, invece, gli infortuni mortali, ridotti da 6 a 4. La riduzione degli infortuni mortali riguarda l'intera regione (da 100 a 82), anche se proprio a livello regionale un anno fa spiccavano i 25 casi in più del Veneto rispetto ai 75 casi mortali nel periodo gennaio-ottobre 2017.
IL SINDACATO
Per gli infortuni mortali sul lavoro «non possiamo parlare di fatalità - commenta Samuel Scavazzin, dell'Ust Cisl Padova-Rovigo -. Per quanto siano meno, è sempre inaccettabile che qualcuno perda la vita sul luogo di lavoro. Come Cisl, ci siamo sempre battuti sul fronte della prevenzione. Riteniamo indispensabili maggiori investimenti nel settore pubblico, in particolare nel personale dello Spisal e di tutti gli enti preposti al controllo della sicurezza e della salute, ma anche nel settore privato, dove si deve rivedere il sistema degli appalti e vigilare sulle esternalizzazioni».
Occorre fare di più, dunque, secondo il rappresentante sindacale della Cisl di Padova Rovigo, anche nel campo della prevenzione e della sorveglianza sanitaria sulle malattie professionali, perché in ottica di genere s'è registrato in Veneto un sensibile incremento delle denunce di malattia professionale per le lavoratrici (+7,61%). In Polesine nei primi 10 mesi di quest'anno le denunce complessive protocollate dall'Inail (132) sono diminuite di quasi il 21% (-20,48), invece, rispetto allo scorso anno, ed è la riduzione più alta in Veneto, dove il totale (2.680 denunce) è in calo del 2% circa (-1,94). La media regionale in riduzione, con le malattie professionali in calo tra gli uomini (-5,72%), nasconde quindi l'aumento per le donne, e la fascia più colpita è nei servizi domestici e familiari. «Questo aumento - osserva Scavazzin - dimostra che c'è bisogno di maggiore impegno nel campo della prevenzione e della sorveglianza sanitaria sulle malattie professionali, perché si tratta di patologie che si sviluppano nel corso di anni di lavoro. E interessano per la maggior parte dei casi l'apparato muscolo-scheletrico, quindi lavori manuali e ripetitivi».
Scavazzin ricorda anche l'importanza degli strumenti per il reinserimento e l'integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro. Nel periodo 2017-2019, sul totale di 112 progetti avviati in Italia secondo le competenze attribuite all'Inail dalla legge 190 del 2014, 19 interessano il Veneto.
Nicola Astolfi