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15/06/2019

Randagismo, anche Catania aderisce al progetto Asp

La Sicilia

Chi microchippa i cani entro il 31 dicembre non avrà più sanzioni L ' ORDINANZA DEL SINDACO.
Con la città etnea salgono a circa 40 i Comuni della provincia ad aver aderito al progetto Asp sul randagismo. «Si tratta di un progetto Asp da oltre 400mila euro - spiega Fabio Cantarella, assessore all ' Ambiente il sindaco Pogliese ha emanato un ' ordinanza speciale per favorire la microchippatura togliendo la sanzione a chi si mette in regola entro il 31 dicembre. È quindi iniziata una campagna di sensibilizzazione contro l'abbandono e sono state avviate sinergie con l'Asp per incrementare le sterilizzazioni». si legge nel comunicato comunale «Sono vietati maltrattamenti nei confronti degli animali, fisici e psichici, in particolare privarli di acqua e cibo. I cani non possono essere utilizzati per l'accattonaggio, devono essere condotti al guinzaglio, i proprietari devono essere muniti di strumenti per la raccolta delle deiezioni e di museruola. Le segnalazioni di cani vaganti possono essere fatte nei giorni feriali dalle 8 alle 14 e il giovedì anche dalle 15 alle 18 allo 095-8731779, o al pronto intervento 095-531333. Il Comune provvederà al soccorso o recupero. Uffici pubblici, scuole, caserme o aziende private possono accudire " cani mascottes " scelti tra quelli prelevati sul territorio». Ma il progetto Asp, come si legge nel documento risalente allo scorso marzo e firmato dal direttore Maurizio Lanza, riguardava solo le sterilizzazioni. L ' Assessorato regionale alla Salute, con l'impiego dei fondi dei progetti obiettivi di Piano sanitario nazionale 2016/17 ha assegnato alle nove Asp della Sicilia un finanziamento di 2 milioni di euro di cui 440.340,00 all'Asp di Catania da utilizzare attraverso i servizi di igiene urbana veterinaria centrali e distrettuali per il potenziamento dell'attività di sterilizzazione della popolazione canina vagante in ambiente urbano e rurale. «Sterilizzazioni che in realtà sono ferme - denuncia Cinzia Calabrese, presidente regionale Anta Onlus - i cani recuperati non vengono portati a sterilizzare, serve maggiore controllo sull'utilizzo dei fondi. Che si spera vengano utilizzati per gli scopi a cui sono stati destinati. È già in atto il censimento dei randagi nella provincia e qualche dato si inizierà ad avere a fine giugno, gli ultimi numeri disponibili di qualche anno fa parlavano di circa mille cani randagi in provincia. Ma la verità - prosegue - è che mancano le strutture di appoggio per gli stalli e le post degenze, solo grazie a privati a volte troviamo gli spazi in comodato d ' uso gratuito, se pur si tratta di aree da sistemare e gestire. I Comuni possiedono terreni e strutture, ma non li concedono alle associazioni e ai volontari, non capendo che così risparmierebbero anche soldi, trattandosi di Onlus senza scopo di lucro. Per esempio noi come Anta con la scorsa amministrazione avevamo vinto una convenzione per gestire un terreno alla zona industriale, procedura che non è mai stata completata per motivi ancora a noi oscuri, cavilli burocratici. Stiamo cercando di capire se si può recuperare attraverso la legge sugli appalti. Non solo: accanto al presidio Asp veterinario di Nesima c'è una struttura dismessa che si potrebbe utilizzare come degenza, l'appello è a chi di dovere perché ne tenga conto». MARIA ELENA QUAIOTTI

Foto: LA CAMPAGNA Un branco di cani a Librino e la microchippatura di un esemplare nell ' ambito della campagna organizzata da Comune, Asp, Enpa e Nuova Entra