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31/05/2019

Raggruppamenti, limiti al cambio di compagine

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

NELLE PROCEDURE RISTRETTE
In una procedura ristretta la possibilità di modificare la compagine di un raggruppamento temporaneo è limitata e comunque non può essere finalizzata a ottenere il massimo punteggio possibile. Lo ha stabilito il Tar Lazio sezione II bis con la sentenza del 23 maggio 2019 n. 6352 in tema di partecipazione in raggruppamento nelle procedure ristrette (caratterizzate dalla fase di prequalifica documentale e poi di offerta) e in particolare sull'immodificabilità della compagine. In sostanza, premesso che il codice appalti (art. 61) prevede che dopo la presentazione dell'offerta la composizione del raggruppamento non può essere modificata, tranne alcuni limitati e specifici casi, in giudizio si discuteva sul carattere non indispensabile della «perfetta identità» tra operatore prequalificato ed operatore offerente, per la possibilità di individuare il momento di cristallizzazione dell'immodificabilità soggettiva dell'operatore economico nelle procedure ristrette solo nella presentazione vera e propria dell'offerta. Il collegio giudicante ha rilevato che in base ai commi 11 e 9 dell'art. 48 del codice dei contratti «emerge una limitata modificabilità soggettiva dell'operatore economico nelle procedure di affidamento degli appalti, tesa a prevenire l'elusione della disciplina della preventiva qualificazione dei concorrenti e, dunque, ad assicurare alle amministrazioni aggiudicatrici una conoscenza piena dei soggetti che intendono contrarre con esse e a consentire un controllo preliminare compiuto dei requisiti di idoneità morale tecnico-organizzativa ed economico-finanziaria dei concorrenti». Nel caso in questione, in forza dell'unitarietà della procedura, pur articolata in fase di prequalifi ca e fase dell'offerta vera e propria, deve applicarsi il principio dell'art. 61 «in quanto una diversa interpretazione condurrebbe a rendere vano il controllo già effettuato dalla stazione appaltante in sede di prequalifi ca. Giustamente è stata disposta l'esclusione dal momento che», si legge nella sentenza, «la variazione della composizione soggettiva del concorrente non appariva dettata da esigenze organizzative quanto, piuttosto, dall'intenzione di rimodulare la propria forma di presentazione in gara per usufruire del massimo punteggio a disposizione». © Riproduzione riservata