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17/09/2021

Raggruppamenti a tempo, utilizzo fatturato con limiti

ItaliaOggi - Andrea Mascolini

Per utilizzare il fatturato maturato in un raggruppamento temporaneo occorre dimostrare di avere svolto effettivamente le attività oggetto del contratto; per l'accesso agli atti dell'offerta tecnica non c'è obbligo per la stazione appaltante ma vanno bilanciati interessi al buon andamento dell'azione amministrativa e riservatezza. Sono alcuni dei principi affermati nella sentenza della Corte di giustizia europea, grande sezione, del 7 settembre 2021 n. C-927/19. Riguardo al primo profilo affrontato i giudici europei hanno precisato che nell'ipotesi in cui l'amministrazione aggiudicatrice abbia richiesto che gli operatori economici abbiano realizzato un determinato fatturato minimo nel settore oggetto dell'appalto pubblico, un operatore economico può avvalersi, al fine di fornire la prova della sua capacità economica e finanziaria, degli introiti ricavati da un raggruppamento temporaneo di imprese del quale ha fatto parte, soltanto se ha effettivamente contribuito, nell'ambito di un determinato appalto pubblico, alla realizzazione di un'attività di tale raggruppamento analoga a quella oggetto dell'appalto pubblico. Quindi, assume rilievo uno stretto collegamento fra fatturato e attività svolta: non tanto una mera partecipazione «di facciata» quanto la dimostrazione di avere effettivamente svolto la prestazione che, peraltro, deve essere «analoga» a quella di affidare. Circa la riservatezza delle informazioni contenute nelle offerte e dei limiti all'accesso, la Corte europea afferma che in caso di richiesta di comunicazione delle informazioni considerate riservate contenute nell'offerta di un concorrente al quale è stato aggiudicato l'appalto, la stazione appaltante non è tenuta a comunicare tali informazioni qualora la loro trasmissione comporti una violazione di riservatezza. Qualora però rifiuti di trasmettere informazioni o respinga un ricorso in merito alla legittimità della valutazione dell'offerta del concorrente interessato, l'amministrazione aggiudicatrice è tenuta a effettuare un bilanciamento tra il diritto del richiedente a una buona amministrazione e il diritto del concorrente alla tutela delle sue informazioni riservate.