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23/02/2021

Raggi e le riforme green: «Servono poche regole per snellire la burocrazia»

Il Messaggero

La sindaca si rivolge al governo per nuove semplificazioni
L'APPELLO
«Se non abbiamo pubbliche amministrazioni smart non riusciamo a dialogare con le imprese e continuerà la frizione tra pubblico e privato che non consente all'Italia di volare». Quindi, modello Genova per le opere pubbliche, riforme green e semplificazione per i bandi di gara iniziando dalla riscrittura del codice degli appalti. Virginia Raggi sta facendo della lotta alla burocrazia uno dei capisaldi della sua campagna elettorale, collegandoli anche uno dei dogmi dell'ideologia grillina, come la guerra alla corruzione. «Abbiamo bisogno - ha spiegato intervenendo alla web conference #SmartItaly2030 #RomaSmart2030 e #HydrogenValley, tra transizione energetica e rigenerazione urbana - di una semplificazione amministrativa. Dobbiamo avere una norma chiara e semplice che guidi gli appalti pubblici. Per paura della corruzione in Italia abbiamo ipernormato, ma la lotta alla corruzione non si può fare attraverso una iperburocratizzazione».
La sindaca ha sempre ricordato la difficoltà che ha un'amministrazione di una città mastodontica come Roma a far partire gli appalti, dovendo sottostare a norme spesso pleonastiche anche per piccoli lavori di manutenzione. Da qui la richiesta al governo di rendere strutturali tutti gli alleggerimenti burocratici introdotti «con il decreto semplificazioni, che come sindaci chiedevamo da tempo e la pandemia ha accelerato. Ora il decreto va stabilizzato per dare risposte e tempi certi a cittadini e imprese».
Sempre al mondo delle imprese la prima cittadina ha annunciato, anche in relazione alla candidatura dell'Expo 2030, di voler realizzare «attorno alla stazione Tiburtina un hub di imprese nella Capitale». Di più, ha parlato di «un'asse della Tiburtina, dalla stazione alla Tiburtina Valley», con «l'obiettivo di creare un vero e proprio quartiere eco-sostenibile con le migliori intelligenze mondiali».
I BUONI AFFITTO
Intanto, restando al presente, Raggi ha fatto anche un bilancio sulle domande del buono affitto, spiegando che 19mila non state ammesse. «Ne abbiamo ricevute - ha detto - complessivamente 49.213, di cui 5.107 cartacee. Sono state quasi tutte lavorate, solo 455 sono ancora da istruire, una minima parte. Risultano ammesse 12.948 e di queste 11.711 sono state già pagate, 19.000 sono state definitivamente escluse perché non rispettano i requisiti previsti, 16.743 sono state lavorate e sono nella fase di soccorso istruttorio, ovvero gli uffici stanno chiamando per farsi dare le integrazioni necessarie. Su queste non possiamo ancora dire se saranno accolte o rigettate».
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