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26/01/2021

Raffineria, ditte in subbuglio «Sono a rischio 400 operai»

Il Tirreno - A.R.

Macelloni (Cgil): «A luglio scadono i contratti di appalto e non ci sono notizie» La riconversione coi biocarburanti? I lavoratori vogliono vedere i progetti eni
LIVORNO. C'è preoccupazione sul futuro della raffineria Eni. Perché le assicurazioni dei sindaci di Livorno Luca Salvetti e di Collesalvetti Adelio Antolini che - reduci dall'incontro romano del 30 dicembre con Eni - avevano annunciato che la riconversione dello stabilimento di Stagno era dentro il recovery plan del governo, non hanno tranquillizzato il mondo dei lavoratori. Che resta in subbuglio. Duplici le preoccupazioni: da una parte la competitività di un progetto di cui si parla ma che ancora non si conosce nei dettagli: il biofuel. il carburante verde che già si produce a Gela e Porta Marghera, investimento da 500 milioni che dovrebbe allungare la vita della raffineria di almeno 15 anni. Ma che - secondo alcuni - è già "fuori mercato" perché l'offerta, ad oggi, è maggiore della domanda. Dall'altro tutto il settore dell'indotto che è in fibrillazione e che tema contraccolpi pesartissimi. «Il prossimo luglio - dice Mauro Macelloni della segreteria Fiom Cgil - scadranno infatti gli appalti delle ditte che si occupano di manutenzioni metalmeccaniche all'interno della raffineria: 8 le ditte coinvolte nei cambi d'appalto, per un totale di 400 lavoratori. A Eni chiediamo di mantenere gli investimenti per garantire l'occupazione diretta ma anche di confermare risorse economiche adeguate per mantenere i livelli occupazionali dell'indotto». Macelloni prosegue: « Chiediamo garanzie concrete: la situazione è già molto critica adesso, Livorno non può permettersi di perdere altri posti di lavoro. Riteniamo pertanto fondamentale coinvolgere istituzioni locali, Regione, Confindustria e Eni al fine di arrivare alla stipula di un accordo quadro che abbia come obiettivo la tutela dei lavoratori in caso di cambio d'appalto. Serve una "clausola sociale" affinchè tutti i lavoratori dell'indotto possano mantenere il loro posto anche in caso di cambio d'appalto. L'accordo servirebbe a tutelare non solo i 400 lavoratori operanti nell'indotto metalmeccanico ma anche i circa 200 che orbitano all'interno della raffineria in ditte del settore edile, chimico e commercio». E sulla riconversione grazie ai bicarburant Macelloni afferma:«Sui piani dell'Eni relative alle prospettive future dello stabilimento, chiediamo di aprire un confronto serio e approfondito. Stiamo sentendo parlare di vari progetti sul tavolo: per la Fiom è fondamentale che il saldo occupazionale di qualsiasi operazione sia positivo o al massimo pari a zero».Di Eni se n'è discusso anche in commissione consiliare con l'assessore Gianfranco Simoncini, una riunione dal quale è emersa la necessità di un documento comune per allestire quantoprima un tavolo con Eni. --A.R.© RIPRODUZIONE RISERVATA