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08/08/2020

Raddoppio Fincantieri, tre strade L’obiettivo è partire entro marzo

Corriere Adriatico

L'INVESTIMENTO
Ci sono day after anche positivi. Nel capoluogo dimenticato dal governo che aspetta l'uscita dal porto da trent'anni tra progetti da riammodernare, tracciati modificati, percorsi amministrativi smontati per conclamata inconcludenza e immancabili ricorsi, è spuntato un fiore. La firma del ministro Paola De Micheli sul decreto di riparto per il rilancio delle portualità che affida 40 milioni all'Autorità di sistema portuale di Ancona e il parere positivo della Conferenza Stato-Regioni rappresentano formalmente e sostanzialmente il finecorsa per l'iter del progetto di raddoppio dello stabilimento di Fincantieri sotto il duomo di San Ciriaco .
Il terzo atto decisivo
A monte di questi due atti formali ce n'è un terzo, forse anche più cruciale, per attivare la catena di decisioni partita l'altro ieri. Si tratta del parere dell'Avvocatura di Stato sul quesito posto dall'Autorità di sistema portuale sul tema. Ancona aveva domandato: è corretto che la stazione appaltante per raddoppiare il sito del cantiere navale sia il concessionario stesso? Il ministero sul punto aveva qualche dubbio, immediatamente girato all'Avvocatura di Stato. Che il 17 luglio, dopo diversi mesi di attesa, ha dato parere positivo: l'assetto con Fincantieri stazione appaltante non presenta vizi di forma o di sostanza. Questo non significa che, in automatico, Fincantieri sarà stazione appaltante. Il parere degli avvocati dello Stato garantisce una seconda strada oltre a quella che vede l'Autorità di sistema portuale come possibile soggetto giuridico alla conduzione del bando. Nei mesi del Covid, in realtà si è aperta anche una terza strada.
L'opzione del decreto Semplificazioni
L'articolo 9 del decreto Semplificazioni infatti prevede la possibilità di istituire la figura di un commissario straordinario per «interventi strutturali caratterizzati da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa» o da altre complessità. L'individuazione precisa di tali interventi è rimessa a decreti del presidente del consiglio dei ministri da adottare entro il 31 dicembre di quest'anno. In questo caso sarebbe lo stesso presidente del porto Giampieri. Fincantieri sul punto non si sbilancia: fonti triestine riferiscono di una generale soddisfazione. Si è lavorato molto per incardinare il maxi stanziamento prima delle ferie. E Trieste secondo le linee guida dell'accordo di programma è pronta a investire altri 40 milioni di euro. L'operazione consentirebbe di costruire ad Ancona navi fino a 100mila tonnellate di stazza e 300 metri di lunghezza e che, secondo le stime di Fincantieri, potrebbe valere fino a mille posti di lavoro in più. «Dell'iter se ne parlerà entro settembre ma non oltre» dicono dal quartier generale di Fincantieri.
La soddisfazione di Giampieri
Anche il presidente dell'Autorità di sistema portuale Giampieri ieri era raggiante. Aver centrato un obiettivo del genere lascerà un segno importante sull'economia della città. «Martedì a Roma - racconta - c'è stata la giornata definitiva con tutti i vertici, ma la soddisfazione di ieri quando è passato il parere della conferenza Stato-Regioni è stata immensa. L'ultimo mese non lo auguro a nessuno. Però questa è la svolta, se ragioniamo per una volta a 360 si aprono scenari infiniti ». Accanto a Giampieri una luce importante l'ha accesa anche il segretario Matteo Paroli che ha sostenuto il percorso Fincantieri-stazione appaltante su cui l'Avvocatura di Stato ha dato luce verde. A chi passa la palla adesso? Per l'Autorità di sistema tocca a Fincantieri: ha avuto il rinnovo della concessione, deve continuare a garantire i flussi di produzione delle navi da crociera e non può fermarsi a guardare l'ampliamento delle banchine. Un incastro che comporta competenze tecniche, timing e capacità organizzativa per i prossimi due anni.
La cautela di Trieste
Fincantieri per ora non si sbilancia anche se è ovvio che gestire una stazione appaltante di questa portata significa costi, potenziali rallentamenti e contenziosi. La decisione dovrà arrivare subito alla ripresa dopo le ferie. Di tempo ne è passato a sufficienza per sprecarne altro. Vanno completati i progetti e l'allineamento tra decisione, gara e aggiudicazione non può lasciarsi sfuggire altri ritardi. Conforta lo scenario che Trieste mette sul tavolo per Ancona: «Inizio del cantiere a primavera 2021». Gli amministrativisti che conoscono le cose del porto ci vanno un po' più cauti. Piacevoli problemi di una storia che ora ha preso la piega giusta.
Andrea Taffi
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