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07/08/2020

Raddoppio Fincantieri sbloccati i 40 milioni Finalmente ora si parte

Corriere Adriatico

Per gli amanti delle cifre: cinque agosto 2020, ore 21. Sono i numeri che segnano una data spartiacque per il porto di Ancona e delle Marche. Ieri sera infatti dopo cena è arrivato il parere positivo della conferenza Stato-Regioni al decreto firmato dal ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli: è il decreto di riparto per il rilancio della portualità italiana con cui lo Stato affida 40 milioni di euro all'autorità di sistema portuale di Ancona per il raddoppio del polo Fincantieri, primo stabilimento produttivo del capoluogo per numeri e strategicità.
L'ultimo giro di chiave
La firma e il parere positivo costituiscono l'ultimo giro di chiave che sblocca un progetto arenatosi dopo la richiesta di parere dell'Autorità Portuale al ministero (poi finito all'avvocatura di Stato) sulla possibilità del concessionario (Fincantieri) di poter essere anche stazione appaltante. Parere fondamentale per evitare di affrontare pericolosi ricorsi amministrativi e affrontare così senza pensieri il bando più atteso: i lavori porteranno dentro Fincantieri i bacini di carenaggio da uno a due allungando le banchine dove nascono le navi giganti delle crociere che portano in giro per il mondo il nome di Ancona, dei suoi tecnici e delle sue qualificate maestranze.
Le lungaggini romane
Un via libera atteso per lunghissimi mesi tra mugugni e timori dopo che a ottobre 2018 al convegno organizzato dal Corriere Adriatico alla Loggia dei Mercanti il ministro Delrio in persona aveva garantito: «Andate avanti, i soldi ci sono». Ma poi nel corso dei mesi un po' di entusiasmo si era perso per strada. «Abbiamo piani ambiziosi per il nostro cantiere di Ancona, ma oggi più di così non possiamo fare, con questo picco produttivo lo stabilimento ha raggiunto davvero il suo limite massimo di costruibilità», aveva fattpo presente a gennaio scorso l'ingegner Luigi Matarazzo, il direttore generale della divisione Navi Mercantili di Fincantieri intervenuto alla cerimonia a bordo della nave da crociera ultra-lusso insieme a Jason Montague, presidente della società armatrice Regent Seven Seas Cruises, brand del gruppo Norwegian Cruise Line Holdings. Fu l'ultimo battesimo prima dell'uragano Covid. Poi alla ripresa, ancora nebbia.
Il progetto ambizioso
Era, anzi è, oggi più che mai un progetto ambizioso per un settore in grande espansione. Un progetto che contempla l'estensione verso terra di circa 60 metri, che Fincantieri ha già pronto insieme alla propria quota di investimento da 40 milioni di euro, al pari dello Stato.
La richiesta del 2018
La richiesta di altri 7mila metri quadrati di aree terrestri e specchi d'acqua, da destinare allo sviluppo del cantiere navale di Ancona, era stata avanzata da Fincantieri nel gennaio 2018, insieme alla domanda per il rinnovo per altri 40 anni della concessione demaniale, in scadenza nel 2022, dei circa 270mila mq ora utilizzati dal colosso della cantieristica. A due anni di distanza, Fincantieri aspettava con ansia via libera, anche se nel settembre 2019 era arrivata all'Autorità portuale di Ancona la lettera con cui il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti comunicava la disponibilità a finanziare con 40 milioni l'ampliamento dello stabilimento Fincantieri. L'ultimo nodo sostanziale da sciogliere, in mano all'Avvocatura dello Stato, riguardava la possibilità che a gestire i lavori come stazione appaltante fosse direttamente Fincantieri secondo lo schema previsto dall'Autorità portuale, per poter conciliare meglio l'ampliamento del bacino con le costruzioni delle navi e il rispetto delle scadenze, visto che il portafoglio ordini dello stabilimento di Ancona è già saturo fino a tutto il 2023 e ci stanno maturando anche altre commesse per gli anni a venire. Il parere è arrivato. L'operazione consentirebbe di costruire ad Ancona navi fino a 100mila tonnellate di stazza e 300 metri di lunghezza e che, secondo le stime di Fincantieri, potrebbe valere fino a mille posti di lavoro in più. Ora via con il bando e poi, speriamo sei mesi, i lavori. Una boccata di ossigeno per Ancona. Ci voleva proprio.
Andrea Taffi
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