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07/07/2020

Raddoppio ferrovia «Progetto pronto entro fine anno» annuncio del parlamentare pd vazio. «poi il bando»

Il Secolo XIX - Stefano Franchi Luca Rebagliati

Stefano Franchi Luca Rebagliati «A fine anno sarà pronto il progetto e subito dopo partirà il bando per il raddoppio della ferrovia». A dettare i tempi è il deputato ingauno Franco Vazio, che punta sulle infrastrutture per il rilancio del ponente ligure dopo l'emergenza Covid-19. «Abbiamo ben chiaro che il nostro territorio vive di turismo e di agricoltura, due settori che hanno bisogno di un sistema infrastrutturale efficiente - afferma il deputato Pd - Se da un lato è necessario sostenere questi settori trainanti della nostra economia, dall'altro è di vitale importanza mettere finalmente mano al nostro sistema di comunicazioni e trasporti». Le vicende di questi giorni, anzi ormai di queste settimane, dimostra quello che era già evidente a tutti: la rete di strade e autostrade è largamente inadeguata alle necessità del territorio. «Strade, autostrade e ci metterei anche ferrovie. Abbiamo una linea antiquata, e credo che il raddoppio sia di vitale importanza. Entro fine anno sarà ultimata la revisione del progetto, e potrà partire il bando. Subito dopo bisognerà pensare alla Cantarana e alla Predosa, anzi ci stiamo già pensando e lavorando e anche su queste sarà importante passare all'azione in tempi rapidi. Ma il governo è impegnato in questa direzione». In tempi post pandemia può sembrare velleitario parlare di infrastrutture. «Al contrario, anzitutto perché le difficoltà mettono in evidenza le carenze cui è necessario porre rimedio, delineano delle priorità. E poi perché il risvolto positivo di vicende così drammatiche è proprio la possibilità di trarne delle occasioni di sviluppo, di crescita e di miglioramento. Credo che mai come in momenti come questi sia fondamentale e sia possibile lavorare sul miglioramento della rete infrastrutturale». Anche perché ci saranno soldi statali e comunitari da investire nella "ricostruzione" post pandemia, e non è detto che debbano andare tutti in risarcimenti. Ma le infrastrutture, oltre ad un costo economico hanno anche un costo in termini di ambiente e territorio, e ad Albenga c'è chi quel prezzo non vuole pagarlo. O almeno non così alto. «È un progetto scellerato e superato dove non potranno viaggiare né l'alta velocità né le merci, che sacrifica quel poco di territorio che ci rimane per la costruzione di binari che, come dimostrano le tratte dove lo spostamento è stato fatto, rischiano di rimanere ancora senza utenti» protesta il comitato territoriale.