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09/06/2020

Rabbia. Orgoglio. Voglia di reagire. E anatemi. Amia, presieduta da Bruno Tacchella, assicura &#17

L'Arena di Verona

Rabbia. Orgoglio. Voglia di reagire. E anatemi. Amia, presieduta da Bruno Tacchella, assicura «massima collaborazione con la Procura». E intanto si attiva per scegliere in brevissimo tempo un nuovo direttore. Il sindaco Federico Sboarina, avvocato, non esprime valutazioni - «perché la giustizia deve fare il suo corso», dice - ma auspica «che le persone coinvolte legate alla pubblica amministrazione possano dimostrare la loro estraneità ai fatti. Se venisse dimostrato invece che ci sono legami di organizzazioni mafiose con il nostro territorio, e ricordo le interdittive antimafia emesse dai prefetti Mulas e Cafagna, i veronesi perbene, che lavorano e si comportano onestamente, sarebbero schifati. E sia chiaro: a Verona non vogliamo 'ndrangheta, mafia, camorra».E alla domanda (che nasce da un passaggio contenuto negli atti dell'inchiesta) se l'Amministrazione comunale abbia disposto una bonifica degli uffici comunali da eventuali microspie messe in passato, Sboarina risponde categorico: «No. Non abbiamo disposto alcun incarico per bonifica di microspie».Sgomento, incredulità, ma anche necessità di proseguire con l'attività e i servizi. Sono le reazioni dei palazzi della politica sul terremoto dell'inchiesta a Verona per associazione di stampo mafioso, condotta dalla Dda di Venezia (L'Arena di ieri). La quale ha portato a 23 arresti e ad altre tre misure cautelari. E vede ai domiciliari l'ex presidente di Amia, l'Azienda municipale di igiene ambientale, Andrea Miglioranzi, e l'attuale direttore Ennio Cozzolotto. È invece indagato, per concorso in peculato, Flavio Tosi, ex sindaco e ora consigliere comunale, il quale ha già espresso la sua totale estraneità.IL FRONTE AMIA. Sottolineando in una nota che «con la Procura vi è sempre stata fin dall'inizio del nostro mandato la totale disponibilità nel segno della più assoluta trasparenza», il Consiglio di amministrazione di Amia, presieduto da Bruno Tacchella (al quale L'Arena ha chiesto un commento), fa sapere che «martedì sarà convocata una seduta del Cda per discutere dell'assegnazione temporanea delle deleghe attualmente in carico al direttore generale. Mentre le indagini faranno il loro corso, Amia continuerà il suo operato e le sue attività».IPOTESI. Ma su chi potrebbe ricadere la scelta per guidare l'azienda della raccolta e smaltimento rifiuti, di proprietà di Agsm guidata da Daniele Finocchiaro a sua volta del Comune? Al momento in Amia, oltre a Cozzolotto - direttore facente funzione, non quindi con la nomina di direttore generale - gli altri due dirigenti sono Diego Testi, responsabile dell'area servizi, e Marco Gruberio, alla gestione del personale (già consigliere comunale, presidente di Agsm Energia e nel Cda dell'Istituto assistenza anziani). Le deleghe di Cozzolotto potrebbero essere assegnate a uno dei due, o essere date in parte all'uno e in parte all'altro. O potrebbe essere scelto (meno probabile) un dirigente da Agsm. Sempre che Amia non decida per una selezione con evidenza pubblica, ma ciò farebbe allungare troppo i tempi.L'IMPATTO. Il Cda e Tacchella - in carica dal settembre 2018, dopo Miglioranzi - ricordano che proprio la settimana scorsa hanno presentato il bilancio consuntivo 2019 di Amia con un utile di oltre un milione, «interamente destinato a copertura parziale delle perdite pregresse ereditate dal precedente management. Un risultato frutto di un'attenta politica di risanamento, di ottimizzazione dei costi aziendali, di un importante ridimensionamento delle spese di sponsorizzazione e consulenze, di una vantaggiosa rinegoziazione dei contratti commerciali e dell'adeguamento del Piano finanziario con il Comune».Amia precisa di aver approvato «rigidi e severi regolamenti e linee guida che regolano il settore degli appalti e della sicurezza sul posto di lavoro, continuando a investire risorse e mezzi per il bene della collettività. Dispiace che queste indagini feriscano l'immagine di una società sana, operativa, trasparente, efficiente e oggi anche con i conti in ordine. Una ferita per la nostra azienda e per la nostra città che ci auguriamo possa essere presto sanata e chiarita».