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22/05/2020

“Questo è un decreto elemosina che non rilancia il nostro Paese”

La Stampa - ANDREA ZANELLO

Il presidente di Confindustria: "Nessun imprenditore ha ricevuto un euro dallo Stato, solo prestiti dalle banche. Servono invece investimenti forti" COLLOQUIO
VERCELLI «Più che "rilancio" si dovrebbe chiamarlo DL "elemosina"». Così Gianni Filippa, presidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia, ha commentato il Decreto Legge 34/2020. «Sono mesi che sentiamo parlare di miliardi come fossero noccioline. Provate a chiedere a qualche imprenditore che conoscete, a qualche barista, a qualche ristoratore, albergatore o negoziante ormai chiuso da oltre due mesi se ha ricevuto un solo euro. Alcuni, pochi, hanno avuto dalle banche un prestito che dovranno restituire. Le imprese di tutti i settori vogliono continuare a lavorare e a produrre ricchezza e benessere, ma hanno bisogno di una visione di lungo termine che favorisca concretamente lo sviluppo attraverso forti investimenti e una reale semplificazione normativa». Dinamiche su larga scala che si riflettono sui singoli territori: «L'Italia ha una grande capacità industriale e turistica e non dobbiamo distruggere quanto costruito in tanti anni. Se escludiamo gli interessi, il bilancio primario dell'Italia dal 1995 al 2018 è stato in attivo di 724 miliardi, ma nello stesso periodo abbiamo pagato interessi sul debito pubblico per 1.862 miliardi. Uno dei problemi del nostro Paese è il "danno reputazionale": ci è costato, negli ultimi 10 anni, oltre 250 miliardi in più di interessi passivi rispetto al tasso che avremmo pagato se fosse stato uguale a quello tedesco o francese. Il nostro Paese ha gli strumenti per poter continuare a essere competitivo, ma servono misure strutturali, non soluzioni temporanee». Poi due esempi: «Il bonus per le ristrutturazioni in edilizia deve essere utilizzabile da subito, per evitare che l'iter burocratico troppo complesso ne ritardi l'attuazione di molti mesi, vanificando la capacità di avviare investimenti. Non dovrebbe più succedere, poi, quanto accaduto con il bando di Invitalia sul contributo alle aziende per i dispositivi anti-Covid: chi è riuscito a inviare la domanda nei primi 60 secondi riceverà il rimborso, gli altri no. Uno stato civile eroga i contributi a chi li merita, non a chi si prenota prima». Bisogna pensare sin da ora al rilancio per il made in Italy: «Forti investimenti in infrastrutture di comunicazione, materiale e digitale, scuole, università, nuove esigenze abitative, sanità, gestione delle acque e dei rifiuti. Serve un programma su più anni e che sia pianificato in modo serio, non con il sistema degli appalti al ribasso e con una burocrazia che frena ogni iniziativa orientata allo sviluppo. La Regione ha attivato una lodevole iniziativa che dovrebbe portare contributi alle attività commerciali in tempi che spero brevi». - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Gianni Filippa, il presidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia