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13/07/2021

Querele, concessioni, bandi La lenta ripartenza del Valentino

Corriere della Sera - Massenzio

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L'Imbarco Perosino al Life, passando per il Club 84 e, soprattutto, Villa Glicini. Senza dimenticare il futuro di Torino Esposizioni e il restauro del Borgo Medievale. Le questioni aperte (e le concessioni scadute) nel percorso di riprogettazione del parco del Valentino, varato ormai tre anni fa dal Comune, sono tante. Le note positive sono rappresentate dalle ex discoteche aggiudicate ai nuovi gestori che dovrebbero rianimare la vita notturna fra i viali del parco. A febbraio il bando per lo Chalet lo ha vinto La Vivenda, società già presente in Piemonte che si occupa di mense scolastiche. Proprio come il Fluido, che dovrebbe essere il primo a ripartire.

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Dall'Imbarco Perosino al Life, passando per il Club 84 e, soprattutto, Villa Glicini. Senza dimenticare il futuro di Torino Esposizioni e il restauro del Borgo Medievale. Le questioni aperte (e le concessioni scadute) nel percorso di riprogettazione dell'assetto del parco del Valentino, varato ormai tre anni fa dal Comune, sono tante.


Le note positive sono rappresentate dalle ex discoteche aggiudicate ai nuovi gestori che dovrebbero riportare rianimare la vita notturna fra i viali del parco. A febbraio il bando per lo Chalet lo ha vinto La Vivenda, società romana già presente in Piemonte che si occupa soprattutto di mense scolastiche. Lo storico locale di viale Virgilio, non avrà più una pista da ballo, ma dovrebbe diventare un ristorante con musica dal vivo. E il canone sarà di 144 mila 600 euro, a fronte dei 50 mila euro all'anno pagati in precedenza, grazie a un'offerta che rappresenta più del triplo della base d'asta. La Rotonda, chiusa dal 2014, frutterà invece alle casse comunali 165 mila euro dopo l'aggiudicazione per 10 anni (rinnovabili) a Rosalia D'Anna, già titolare del Sushi Sound. Anche in questo caso si parla di ristorazione e intrattenimento, proprio come il Fluido, che dovrebbe essere il primo a ripartire.


Agli altri bandi ci si penserà dopo le elezioni amministrative, ma di sicuro uno dei primi tasselli da mettere a posto sarà quello di Villa Glicini. Dopo la revoca della concessione con tanto di sfratto (e richiesta di 60 mila euro di indennità di occupazione) al Club Scherma Torino, recapitata all'inizio di maggio, la situazione sembra però diventata meno esplosiva. Inizialmente il Cst aveva risposto con una querela per abuso d'ufficio nei confronti di due funzionari di Palazzo civico e una richiesta danni tra i 120 e 250 mila euro. In ballo (dal 2003) c'è la vecchia questione dell'agibilità di alcuni locali, compresa la palestra per le gare, mai rilasciata e «sostituita» con un permesso temporaneo. Circostanza che non avrebbe permesso al Club di ospitare grandi gare e manifestazioni con presenza superiore a 99 persone.


Ma la battaglia legale, che continua ormai da 10 anni, è più complessa anche se, a sorpresa, i contendenti potrebbero aver raggiunto un accordo su una possibile tregua. Pochi giorni fa, infatti, Comune e Cst hanno firmato un verbale che rimanda lo sfratto fino all'assegnazione della nuova concessione. «Resteremo come custodi fino al nuovo bando - conferma la direttrice Pinuccia Gastaldi -. Finalmente siamo riusciti a spiegarci e a trovare una soluzione ragionevole. Le cause aperte faranno il loro corso e, se non saremo noi il prossimo concessionario, cercheremo un accordo con chi arriverà, visto che l'immobile è vincolato a una destinazione schermistica». Mercoledì, dopo tre mandati, si concluderà la presidenza dell'avvocato Mario Vecchione, che aveva salvato il club dal dissesto finanziario. Al suo punta all'elezione il manager sportivo Paolo Donato.


M. Mas.

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La vicenda

La ripartenza del parco del Valentino dipende da molte situazioni

Le note positive sono rappresentate dalle ex discoteche aggiudicate ai nuovi gestori

Agli altri bandi ci si penserà dopo le elezioni amministrative


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Dopo la revoca della concessione con tanto di sfratto al Club Scherma Torino, Comune e Cst pochi giorni fa hanno firmato un verbale che rimanda lo sfratto