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09/03/2021

Quelle parti preziose da restituire alla città

Gazzetta del Sud

La demolizione del Teatro in Fiera ha dato il viaa un dibattito indispensabile su scelte che per Messina sono strategiche
In realtà, dal quartiere fieristico all' Annunziata sono tutte aree che vanno sdemanializzate Era stato nel 2017 lo stesso commissario dell' Authority De Simonea dire sì all'i ter di sdemanializzazione
LucioD' Amico La città insorge, reclama un waterfront liberato, dopo la demolizione del Teatro in Fiera non vuole più nuove costruzioni che si trasformino in cesura tra la cittàe il mare. Ma sapete qualèl' errore di fondo? Torniamo indietro, per un attimo.A quasi4 anni fa. Eral' est ate del 2017 allorché il comandante Antonino De Simone, nell' ult imo scorcio del suo lungo mandato da commissario straordinario dell' Autorità portuale, lanciò un assist all' intera città: «Il mio incarico sta per scadere- dichiarava-, si proceda subito ad avviare le procedure per la sdemanializzazione delle aree cittadine». Lui, presidente dell' Autorità portuale, sostenitore del concorso internazionale di idee per il quartiere fieristico, diceva con chiarezza che la stessa Fiera, la Passeggiataa mare, la via Vittorio Emanuele, la villetta Sabin, il lungomare del Ringo, sono porzioni integranti della città, della sua programmazione urbanistica, della sua stessa identità,e seppur legate indissolubilmente al mare, non rientrano tra le tradizionali attività di ambito portuale. De Simone aveva offerto all' allora Giunta Accorinti il sostegno in questa battaglia, dicendosi pronto ad accompagnare sindacoe assessori negli uffici romani, per accelerarel' iter della sdemanializzazione.E ricordiamo che sempre in quell' anno il movimento CapitaleMessina si appellò al sindaco, chiedendogli di presentare immediata istanza per sottrarre al Demanio queste aree cittadinee restituirle alla piena fruizione pubblica. Armaa doppio taglio, in realtà, vista la difficoltà degli enti locali ad assicurare una cura costante alle aree di lungomare, ai parchi, alle zone attrezzatea verde. Ma questoè un altro discors o.È il principio che conta. Ed era stato ribadito molto tempo prima, come si evince dal vecchio Piano territoriale provinciale, che indicava proprio la strada della procedura di sdemanializzazione in riferimento all' intera cittadella fieristica, non più da considerare nell'ambito portuale. Si sarebbe dovuta cogliere al volol' opportunità scaturita dalla fine, ahinoi ingloriosa, della gloriosa Fiera Campionaria internazionalee dell' Ente che la organizzava,e comprendere che non aveva più un senso separare la Passeggiata dal resto del lungomare. Non risulta che in tutti questi anni qualcuno abbia mai presentato istanza formale di sdemanializzazione. E ora, che fare?C'è il sentire comune, che non può essere ignorato. Quei colpi di ruspa sul vecchio edificio del Teatro in Fiera hanno riaperto non solo la visuale che porta lo sguardo direttamente all' azzurro del mare ma anche altri scenari, altre prospettive, altre visioni strategiche. Ci sono anche le ragionevoli considerazioni di chi si trovaa gestire aree di cuiè titolare, cioè il presidente dell' Autorità di sistema dello Stretto Mario Paolo Mega, il quale si trovaa gestire un appalto, che era stato bandito prima del suo insediamento,e che prevede, insieme con la demolizione, anche la costruzione di una nuova opera, concepita come sede multifunzioni dell' Authority, con una sala teatrale-auditorium da trecento posti. Mega lo ha ribadito anche ieri, al microfono di Rtp: «Nessun passo indietro, non si può azzerarel' iter di un appalto in corso,l' opera che verrà realizzata al posto del vecchio Teatroè di grande suggestionee prestigio, in ogni caso stiamo studiando un piano che consenta la riapertura totale degli spazi fieristici, che devono diventare un" cont inuum" con la Passeggiataa mare così come con le altre porzioni del waterfront, fino alla Rada San Francescoe alla foce dell' Annunziat a». In realtà, si potrebbero ancora studiare soluzioni alternative, collocare il nuovo progetto in un' alt ra area, non proprio lì doveè stato abbattuto il piccolo" muro di Berlino" che ci sottraeva il bene più grande per una città come Messina, il rapporto diretto con il mare. Il dibattitoè giustamente aperto, nonè mai tardi riflettere sulle scelte che incidono in modo così rilevante sul futuro nostroe dei nostri figlie di chi verrà dopo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Le macerie di un tempo che fu Il Teatro in Fiera venne inaugurato nel 1977