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19/09/2020

Quelle due inchieste parallele che sconvolgono Reggio Emilia

Gazzetta di Reggio - Ambra Prati

focus
Ambra Prati / REGGIO EMILIAQualche settimana per la notifica dell'avviso di chiusura delle indagini preliminari: il tempo necessario alla Procura per valutare se le condotte dei 18 indagati nella prima inchiesta sugli incarichi professionali nel Comune di Reggio Emilia possano essere configurate in un reato diverso dall'abuso d'ufficio. Se non sarà così resteranno in piedi gli episodi di falso in atto pubblico ma è chiaro che l'indagine ne uscirebbe monca.Manca poco, dunque, allo sganciamento della seconda bomba giudiziaria su piazza Prampolini, in queste ore nella bufera per l'indagine della Guardia di Finanza di Reggio sugli appalti pilotati. Intendiamoci: le due indagini hanno un'origine ben distinta, indagati diversi (con qualche eccezione) e coprono un arco temporale differente. La prima in ordine di tempo, quella sugli incarichi professionali, è arrivata sul tavolo della Procura nel 2015 dalla Corte dei Conti, che rilevava profili di illegittimità nel conferimento degli incarichi professionali (poi modificati dalla giunta Vecchi), assegnati discrezionalmente dai dirigenti senza avviso pubblico comparativo. E il periodo riguardava gli anni dal 2012 al 2015, sotto l'allora sindaco Graziano Delrio, tre anni prima dello scandalo appalti partito da un giudice della Commissione Tributaria presunto corrotto, Santo Gnoni, per poi sfociare nel clamoroso filone gare truccate, con i nominativi degli indagati che sono cresciuti e si sono modificati nel tempo fino agli attuali 26. Anche le ipotesi di reato sono di diverso peso: nella prima abuso d'ufficio in violazione al regolamento comunale e falso in atto pubblico, nella seconda le ben più pesanti corruzione, turbata libertà degli incanti e altri capi d'imputazione (nove in totale, solo Santo Gnoni fa il pieno). Tuttavia qualche intreccio sulle due inchieste distinte - la prima coordinata dal pm Giacomo Forte, la seconda dal pm Valentina Salvi - si può rilevare. Non a caso i due fascicoli sulla pubblica amministrazione hanno viaggiato in parallelo. Anzitutto i due indagati in comune: l'avvocato Paolo Coli, che per gli incarichi compariva come difensore di Gnoni, negli appalti è indagato per il controverso bando della sosta vinto dal Consorzio Tea. Se il primo procedimento ha provocato un giro di valzer dei dirigenti coinvolti (Massimo Magnani, la moglie del sindaco, Maria Sergio, Giordano Gasparini, Luca Fantini, Laura Montanari, Lorena Belli, Battistina Giubbani, Elena Davoli, Alfredo Di Silvestro e Germana Corradini), vedremo se per il secondo il copione si ripeterà. Mentre il fascicolo appalti è arrivato in dirittura d'arrivo, quello sugli incarichi, già concluso, è stata stoppato da un motivo tecnico. Il decreto legge "Semplificazione" ha depenalizzato l'abuso d'ufficio del Regolamento comunale, di fatto abrogando la fattispecie di reato emersa a Reggio. Questa legge imprevista costringerà la Procura ad archiviare, a meno che non sia ipotizzabile una riformulazione del reato per gli stessi fatti. --© RIPRODUZIONE RISERVATA