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08/06/2021

Quella che nel passato è stata il fiore all’occhie…

Il Tirreno - ALDO ANTOLA

Quella che nel passato è stata il fiore all'occhiello della riviera apuana e da tutti, anche i confinanti versiliesi, invidiata e spesso copiata (negli anni novanta qui è nato lo stile "versiliana" con ospiti come De Crescenzo, Mentana, Guerri e tantissimi altri, uno ogni settimana, poi mostra con pittori e scultori in azione dal vivo con blocchi di marmo, sfilate di moda, festival musicali, lirica, dibattiti ecc.), se non nella struttura, per gli eventi prodotti adesso è veramente ridotta male. Giardinaggio, pulizia, manutenzione e giochi per bambini ormai mostrano una carenza incomprensibile. Erba alta, cestini quasi tutti tolti, muretti in degrado e giochi per bambini obsoleti. È quello che mostrano le immagini e le dichiarazioni dei cittadini di Ronchi e della rappresentante della Pro Loco Ronchi Poveromo Paola Bertola che fino allo scorso anno avevano almeno mantenuto bello, pulito e decoroso il giardino, il prato ed organizzato manifestazioni per bambini.« Sono demoralizzata - dice al telefono Paola Bertola - perché lo spirito di una associazione è quello di far rifiorire la Piazza di Ronchi ( Piazza Calamandrei) e la zona. Cosi la stanno ammazzando in favore dei grandi parchi recintati. La nostra associazione, la Pro Loco Ronchi Poveromo, ha mantenuto pulito e ordinato il giardino della piazza, organizzato meglio che potevamo giochi e attività ludiche per i ragazzi. Tutti potevano vedere il nostro impegno. Il comune mi ha accusato che prendevamo troppi soldi, 6.000 euro annui per taglio erba, innaffiamento, pulizia ma a parte che per questa cifra nessuno può fare manutenzione ad un giardino simile, il comune dimentica che 3.000 euro erano per pulizie e giardinaggio, le altre 3000 per la socializzazione ed i giochi per bambini. Il nostro impegno è scaduto il 31 ottobre 2020 ed è stata emanato un bando, una manifestazione di interesse, l'ultima in scadenza il 24 maggio e non so com'è andata a finire, se hanno trovato qualcuno. In questo periodo stanno usando il volontariato per pulire piazze, spiagge, argini ecc. ma io mi vergogno di veder usare volontariato in sostituzione dei doveri comunali. Certo l'offerta che ci ha fatto il comune è di 2000 euro per pulire, comprare giochini per bambini, far migliorie per che cosa? Lo possono fare i parchi chiusi che utilizzano il bar e altre cose! Addirittura con questa cifra dovremmo assumerci tutte le responsabilità togliendole al Comune, scherziamo?»La responsabile della Pro Loco Ronchi Poveromo ha inviato una lettera all'amministrazione in cui ripercorre le tappe del degrado e fa il punto sulla questione della gesione della piazza.«La Pro loco - scrive - ha sempre voluto mantenere la fruizione libera degli spazi, ritenendo che una piazza pubblica debba assolvere alla funzione di luogo di ritrovo e di aggregazione svincolato da qualsiasi offerta a pagamento. Finora questo è stato possibile perché nel vecchio bando di gestione ci era riconosciuto un budget di 6.000euro annui spendibile nella quasi suddivisione paritaria del 50 % per garantire un buon livello di pulizia degli spazi e un programma gratuito di socializzazione volto ad incentivare la fruizione della piazza a residenti e turisti. Dal nuovo bando si evince chiaramente come l'intento dell'amministrazione sia quello di equiparare la Piazza a uno qualsiasi dei parchi pubblici affidati dando facoltà al gestore di svolgere attività a pagamento che gli consentano di recuperare introiti da investire in un programma di migliorie alle strutture esistenti nonché alla manutenzione straordinaria di quelle esistenti. I 2.000 euro di annui di canone riconosciuti dall'attuale bando (1.500 per questo 2021 già iniziato) non possono essere infatti l'unica fonte di approvvigionamento di chi gestirà la piazza: una cifra irrisoria per garantire pulizia ordinaria - sfalcio erba, svuotamento cestini, ecc. e straordinaria - potature verniciature giochi ecc. in un'area che compreso lo sgambatoio (per cani, molto apprezzato anche dai turisti) risulta di circa 9.000 mq».Bertola spiega poi che la previsione di offrire attività a pagamento, così come di fare attività di somministrazione cibi e bevande, rinunciando, solo in tal caso, al compenso economico annuo, è un approccio che esula dalle specificità statutarie di ProLoco, che è un'associazione no profit di volontariato che non ha voluto intenzionalmente prevedere, fra i suoi fini istituzionali la gestione di attività commerciali. «Per noi quindi - conclude la presidente della Pro Loco diventa difficile e incompatibile competere con realtà (associazioni, consorzi, cooperative) interessate a una gestione commerciale dello spazio pubblico, attraverso l'offerta di attività a pagamento». --© RIPRODUZIONE RISERVATA