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21/07/2018

Quei controlli sulle forniture fatti dopo invece che prima

Corriere Adriatico

IL NODO
ANCONA Dieci fogli di carta A3, con dei tabelloni excel a righe finissime: ci sono 1124 righe su quel fascicoletto ingombrante per dimensioni ma soprattutto, da giovedì scorso, oggetto di indagine di Procura di Ancona e della Distrettuale antimafia. In quei fogli c'è la tracciatura completa, area per area, comune per comune, delle aziende entrate a lavorare per l'emergenza marchigiana. I numeri sono questi: 1124 i subappalti contratti dai consorzi Arcale e Cns nell'arco degli ultimi due anni per le forniture finalizzate alla realizzazione delle Sae in 75 aree del cratere marchigiano e 102 aziende coinvolte.
Il codice degli appalti
A norma del codice degli appalti, i consorzi Cns e Arcale, per ciascun affidamento, erano tenuti a notificare alla Protezione civile regionale aziende incaricate e documenti. La Protezione civile doveva esercitare le funzioni di controllo e di autorizzazione. A regime ordinario, l'impresa suappaltataria non sarebbe entrata in cantiere se non avesse avuto il via libera dal primo piano di palazzo Rossini. Questo è il punto preciso finito sotto la lente della Procura. Secondo quanto ricostruito in Regione, invece, la Protezione Civile ha agito in deroga sulla base di ordinanze interne per ragioni di emergenza e ha mandato avanti le aziende che avevano presentato l'autocertificazione in risposta ai requisiti richiesti: essere iscritti alle White list delle prefetture, essere in regola con il codice antimafia e Durc (documento che attesta i pagamenti previdenziali ai dipendenti) a posto.
La rabbia della gente
«Potevamo fermare l'ingresso delle aziende ai cantieri con tutti i ritardi che si erano creati e la gente fuori di casa?» si mormorava ieri nei corridoi. Così il percorso dei controlli è stato spostato ex post insieme al Suam, la Stazione unica appaltante delle Marche: c'è stato un primo step a fine febbraio e il secondo step è stato allineato proprio a metà di questa settimana. Il controllo, ripetiamo a posteriori invece che a priori, non è solo funzionale al rispetto delle regole ma anche al pagamento: «Se ci sono delle anomalie la fornitura non viene pagata» dicono i funzionari. Ma c'è un'ulteriore elemento di costernazione in Protezione civile su tutta la storia.
Rewind a dicembre 2016
Rewind a dicembre 2016: in piena devastazio tra Alto Maceratese, Fermano e Ascolano, in Regione si celebra la riorganizzazione dei superdirigenti (Spuri passa alla Ricostruzione, Piccinini dall'Ambiente passa alla Protezione Civile). A inizio 2017 ci sono una serie di riunioni anche con la Procura perché c'è timore di infiltrazioni. A ulteriore testimonianza di trasparenza, negli accordi con il procuratore capo Melotti viene stabilito che tutte le notifiche dei subappalti vengano mandate per conoscenza anche al Crasi, la banca dati anti infiltrazioni, «così vi possiamo aiutare direttamente noi con le notizie sulle aziende» sottolineò Melotti. E così venne fatto. Ma non è servito a molto.
a. t.
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