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30/06/2020

«Quegli appalti erano necessari per evitare interruzioni di servizi»

QN - La Nazione

SPOLETO Sarà il gup, nel mese di settembre, a decidere sull'eventuale rinvio a giudizio del direttore generale della Valle Umbra Servizi, Walter Rossi, indagato per i reati di abuso d'ufficio e turbata libertà degli incanti. Le indagine della Finanza riguardano una serie di appalti inferiori ai 40mila euro per un totale di circa 1,5 milioni di euro affidati tra il 2014 ed il 2017 e l'esposto alla Procura era stato presentato dalla precedente amministrazione del compianto sindaco Cardarelli. Nel mirino della Procura, coordinata dal procuratore capo Cannevale, sono finiti una sessantina di appalti per il trasporto e lo smaltimento del percolato prodotto anche nella discarica di Sant'Orsola. Secondo l'accusa che ha richiesto il rinvio a giudizio, il direttore generale di Vus avrebbe permesso alle aziende assegnatarie dei servizi di accumulare un ingiusto vantaggio patrimoniale e di conseguenza avrebbe arrecato un danno alle società concorrenti, ma anche ai Comuni soci di Vus, per aver evitato il confronto di altre offerte e un ipotetico risparmio. Un'accusa infondata secondo la difesa del direttore generale Rossi, rappresentato dall'avvocato Massimo Marcucci: «Gli appalti - dice Marcucci - sono tutti inferiori ai 40 mila euro, come previsto dalla legge per gli affidamenti diretti; si sono resi indispensabili per evitare l'interruzione del servizio tra il termine di un appalto e l'espletamento di un nuovo bando pubblico per il nuovo affidamento».