scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
27/11/2020

Quasi mille aziende senza gli aiuti «La Regione non ha più risorse»

Corriere Fiorentino

Primo piano LA CRISI ECONOMICA
Finanziamenti a oltre 1.800 imprese, ma le domande erano molte di più. Polemica sul clic day: e la qualità?
Le imprese toscane hanno colto al volo l'opportunità di finanziamenti a fondo perduto della Regione a chi investe. E la domanda è stata così alta che un due giorni sono andati esauriti i fondi, ben 114 milioni, e 976 aziende, pur avendo i requisiti, non hanno visto finanziati i loro progetti per circa 53 milioni di euro. Mentre saranno soddisfatte le domande non coperte riguardanti la micro innovazione e alla digitalizzazione, dato che bastano un paio di milioni. Il bilancio dei due bandi della Regione per sostenere investimenti e ripresa - una prima volta per Palazzo Strozzi Sacrati sia per l'ammontare dello stanziamento sia perché a fondo perduto - è stato fatto dal governatore Eugenio Giani e dall'assessore all'economia, Leonardo Marras. Il primo bando prevedeva contributi a fondo perduto per le Pmi che da febbraio hanno sostenuto o sosterranno spese per investimenti, anche anti Covid, con 114 milioni: erano ammessi progetti da 20 a 200 mila euro, finanziati da un minimo del 40% fino all'80%. Il secondo bando era dedicato alla micro innovazione e alla digitalizzazione con 10 milioni. Le domande sono state 3 mila in tutto per i 124 milioni di sostegno pubblico, che saranno immediatamente erogati, come spiega la Regione, e che sosteranno progetti per oltre 261 milioni. Le domande non ammesse sono state 220, oltre 1.800 quelle finanziate, quelle accolte ma non finanziate 976 e per coprirle servirebbero altri 53 milioni. «La Regione non ha le risorse ulteriori per finanziarle - spiega Marras - Ma nelle misure del Recovery Fund andremo a sostenere progetti con lo stesso schema del bando. Si è dimostrato che c'è una grande propensione ad investire, in tutti i settori e anche in imprese di dimensioni piccole o medie». E alle critiche sul clic day che in nove ore ha visto esaurire i fondi ha risposto: «È vero che è mancata la valutazione qualitativa dei progetti ma se lo avessimo fatto avremmo dato i soldi nel novembre 2021; questi fondi servivano subito. La valutazione sarà fatta in altri bandi, dato che a noi il click day non piace». Il presidente della Regione Eugenio Giani ha che sottolineato il dinamismo può spingere la ripresa. «Abbiamo deciso di procedere con aiuti per chi investe e per chi ha deciso di mettersi in gioco in questa fase difficile. La risposta ci fa capire che questo tessuto di piccole e medie imprese è reattivo: chiede anche ristori, ma con la prospettiva di andare avanti - ha detto - Irpet ha analizzato le domande e ci dice che quasi tutte sono di aziende con bilancio in attivo negli ultimi anni e forte internazionalizzazione: esiste un nucleo forte di manifattura e terziario che può essere decisivo per il rimbalzo dell'economia che arriverà passata la crisi sanitaria». «Le domande arrivano per metà dall'industria e per l'altra metà dal terziario - ha spiegato Stefano Casini Benvenuti, direttore di Irpet - Con tante micro imprese, il sistema moda, e non solo imprese dei distretti ma anche delle città e del loro circondario. E molte piccole aziende si sono attrezzate per la vendita on line con piattaforme e-commerce. Il Pil 2020 segnerà meno 13%, pari a quasi 200 miliardi di euro, e nel 2021 un più 5%.». Il governatore Giani è tornato anche sul tema degli impianti sciistici: «Smettiamola da guadare allo sci come divertimento: è anche lavoro, famiglie e imprese che vivono in montagna e da questo hanno la loro unica risorsa». Marras ha aperto poi a Cna Firenze che ha denunciato il fatto che nel Dpcm alcune categorie sono escluse dai ristori per colpa del loro codice Ateco: «Ci faremo interpreti con il Governo e le altre Regioni di questo problema. Ad esempio non hanno ristori i B&B o le toilette per animali e gli zoo». Mentre ieri Confcommercio ha rilanciato sullo sciopero fiscale: «Ci sarà lo stop ai versamenti Irpef, Ires e Irap del 30 novembre, è un nostro primo successo. Ma vanno cancellate tutte le imposte». Mauro Bonciani

114

53

80

milioni finanziamenti a fondo perduto concessi alle imprese milioni di fondi aggiuntivi per finanziare le aziende rimaste escluse per cento l'importo massimo di finanziamento dei progetti