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02/05/2020

Quaranta milioni per le incompiute

La Nuova Sardegna

Fondi dall'assessorato lavori pubblici. Riformatori: cambiare il codice degli appalti
CAGLIARIL'emergenza coronavirus servirà a dare una spallata anche alle incompiute. Sono quegli appalti pubblici che durano da una vita e per cui ora la Regione ha stanziato 40 milioni. «Serviranno a concludere i lavori», ha detto l'assessore regionale Roberto Frongia. Ma sul futuro delle grandi opere a farsi avanti sono stati anche i Riformatori: «Se non sarà modificato il codice degli appalti, anche la ripresa finirà imbrigliata nella solita burocrazia».Incompiute. La Giunta ha rivisto e corretto il Piano delle infrastrutture, dopo aver avuto la conferma che sono sempre troppi i cantieri bloccati. Siccome l'edilizia pubblica sarà molto presto uno dei motori trainanti della ripresa post Covid-19, ecco un'immediata iniezione di liquidità. Con 12 milioni saranno completate le tangenziali di Orosei, la circonvallazione di Cuglieri e il tratto Berchidda-Calangianus. Altri 12,3 milioni sono stati finanziati per accelerare gli appalti destinati a ridurre il rischio idrogeologico, a cominciare dal consolidamento del ponte sul Flumendosa. Quasi 16 milioni finiranno nelle casse dei Comuni per finanziare i progetti fermi, ma e mettere in sicurezza edifici pubblici e scuole e condotte. «Rimettiamo in moto l'economia, ridando ossigeno ai i lavori pubblici», ha detto Frongia. Codice appalti. «Però se non cambiano le regole complicate che oggi frenano i cantieri, la ripresa non ci sarà». Lo hanno detto i Riformatori, con Michele Cossa e Aldo Salaris, nel presentare la mozione con cui sollecitano una profonda revisione del Codice. Sostenuti nella proposta dall'ex assessore Edoardo Balzarini (giunta Pigliaru), hanno denunciato: «Il tempo medio per realizzare un'opera pubblica varia dai 3 anni per le più piccole euro agli oltre 14 quando i progetti sono importanti. Gran parte della colpa è del Codice degli appalti che nel 2014 ha recepito in modo distorto le direttive europee, destinate a semplificare le procedure». Secondo i Riformatori, alla vigilia della ripresa, è arrivato invece il momento in cui la Regione deve mettersi alla testa di chi oggi sollecita: basta con i troppi e inutili vincoli burocratici, altrimenti «il necessario riavvio dell'edilizia pubblica non avrà alcun effetto».