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29/09/2018

Quanto costa e chi ci guadagna

Corriere della Sera - Andrea Ducci, Enrico Marro, Mario Sensini e Claudia Voltatt

La Nota di aggiornamento del Def (Documento di economia e finanza) approvata giovedì notte dal Consiglio dei ministri prevede un deficit del 2,4% per i prossimi tre anni, ma anche un forte incremento degli investimenti pubblici che, insieme con la cancellazione dei previsti aumenti Iva, l'aumento delle pensioni minime e il reddito di cittadinanza, dovrebbe dare una forte spinta alla crescita dell'economia. Il dettaglio delle misure (tra l'altro, anche la «pace fiscale» e «quota 100» sulle pensioni) arriverà con la manovra di metà ottobre.

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I CONSUMI

Stop alla clausola, niente rincari Iva

Dopo otto anni di costosissimo servizio sparisce la clausola di salvaguardia del bilancio e, con essa, la prospettiva di un aumento dell'Iva. Varata dal governo Monti nel 2011 per blindare i conti pubblici, la clausola prevedeva un aumento consistente delle aliquote (fino al 25%) che tuttavia è stato sistematicamente rinviato, anno dopo anno. La sterilizzazione delle clausole, da allora, ha assorbito più di 80 miliardi di euro "una tantum".


Ora la prospettiva di un aumento delle imposte sui consumi, che comunque pesava sul clima economico, svanisce. Anche se forse con la manovra ci sarà la revisione di alcune aliquote (sono tre, oggi al 4, 10 e 22%). L'operazione costa 12,5 miliardi di euro l'anno, ma ha un forte impatto sull'economia. Lo stop al rincaro porta 0,3 punti di crescita in più l'anno, con benefici per i consumatori e il commercio.

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GLI SGRAVI

Imprese, giù l'Ires
per chi investe

Gli sgravi fiscali riguarderanno anche le società di capitali. Per le imprese soggette all'Ires è infatti previsto uno sconto di 9 punti sugli utili che saranno reinvestiti. L'aliquota fiscale scenderà dall'attuale 24 al 15% sulla parte degli utili che saranno utilizzati per acquistare beni e macchinari, a finanziare la ricerca e lo sviluppo o all'assunzione di nuovo personale a tempo indeterminato.


Lo sgravio Ires sugli utili reinvestiti costa circa un miliardo di euro l'anno ed è in teoria accessibile a tutte le società di capitali. Nel 2017 le imprese che hanno presentato la dichiarazione Ires erano 1,1 milioni, circa il 40% del totale. Il resto dei soggetti Ires non ha dichiarato imposte, perché in perdita, oppure perché si trova in credito. In manovra potrebbero esserci sgravi fiscali consistenti (tassa al 15% per 3-5 anni) anche per le imprese che riportano in Italia la produzione delocalizzata all'estero.

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IL LAVORO

Ad aprile il reddito di cittadinanza

Reddito e pensione di cittadinanza sono tra le misure più attese della prossima legge di Bilancio: sono destinate a 6,5 milioni di persone. Cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, grazie ad esse, ha promesso il vicepremier Luigi Di Maio, «sarà abolita la povertà». Le pensioni minime di cittadinanza saranno innalzate a 780 euro già dal primo gennaio 2019, mentre i 780 euro del reddito di cittadinanza potrebbero essere introdotti dal primo aprile, dopo il riordino dei centri per l'impiego che servono al reinserimento nel mondo del lavoro. La misura ha un costo di 10 miliardi per il 2019 di cui 2,5 finanziati dal Reddito di inclusione del governo Gentiloni. È destinata a disoccupati o sotto la soglia minima di povertà. Per ottenere l'assegno, bisognerà seguire corsi di formazione per un percorso di riqualificazione. Si perderà il diritto all'assegno se per tre volte verrà rifiutata un'offerta di lavoro.


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I RISPARMIATORI

Fondo per il ristoro dalle frodi bancarie

per i risparmiatori truffati dalla banche è previsto lo sblocco di un fondo da 1,5 miliardi di euro. Le risorse necessarie al ristoro dei cittadini danneggiati o frodati dagli istituti di credito verranno reperiti ricorrendo al deficit, una parte delle risorse arriverà inoltre attingendo ad altri fondi che nel frattempo sono destinati ad essere superati. E' il caso di alcune misure di sostegno alla povertà soppiantate dal reddito di cittadinanza come, per esempio, il reddito di inclusione che vale circa 2,2 miliardi. Una parte delle risorse arriverà grazie alla riduzione delle percentuali di deducibilità fiscale degli interessi passivi per banche ed assicurazione. A concorrere sarà infine il Fondo alimentato da conti e depositi dormienti non movimentati per 20 anni, il fondo è stato creato nel 2008 e la gestione è affidata a Consap, che cura anche i rimborsi da parte degli eventuali aventi diritto su quei conti.


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LE CARTELLE

Con la pace fiscale da 3,5 a 5 miliardi

La cosiddetta «pace fiscale» prevede la possibilità di stralciare debiti e pendenze con la pubblica amministrazione e sanare liti in corso con il Fisco, «anche pendenti fino al secondo grado». Ancora da stabilire il limite massimo, visto che la Lega puntava a un tetto di un milione di euro, mentre i Cinque Stelle sono fermamente contrari alla possibilità che la sanatoria si trasformi in un condono. Il nuovo limite potrebbe dunque essere di 500 mila euro, ma è ancora da definire, probabilmente lo fisserà un decreto fiscale ad hoc nel prossimo mese. Gli incassi della «pace fiscale» sono stimati tra i 3,5 e i 5 miliardi il primo anno. Il credito residuo dei diversi enti ammonta a quasi 800 miliardi di euro, di cui recuperabili solo 50. Tra le altre misure una tantum, si valuta anche la «pace contributiva» per coprire i periodi senza retribuzione o eventualmente quello di laurea.


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LE GRANDI OPERE

Piano investimenti
da 118 miliardi

nell'elenco delle misure destinate alla legge di Bilancio, che il governo si appresta a varare per metà ottobre, figura il rilancio degli investimenti pubblici attraverso un significativo aumento delle risorse finanziarie, il rafforzamento delle capacità tecniche delle amministrazioni centrali e locali nella fase di progettazione e valutazione dei progetti. L'esecutivo giallo-verde punta a semplificare e a rendere più efficienti i processi decisionali a tutti i livelli della pubblica amministrazione. Compresa la modifica al Codice degli appalti e la standardizzazione dei contratti di partenariato pubblico-privato. Il premier Giuseppe Conte rivendica che si tratta del piano di investimenti più consistente mai realizzato in Italia. Nel bilancio dello Stato sono stanziati 118 miliardi di investimenti attivabili in 15 anni. Conte specifica che «ne vengono aggiunti altri 15 miliardi nei prossimi 3 anni».


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IL FISCO

Flat tax, aliquote
al 15% e al 20%

La flat tax partirà nel 2019 per artigiani, piccole imprese e professionisti. Sarà un regime forfettario con imposta al 15% fino a 65 mila euro di fatturato, e una seconda aliquota al 20% fino a 100 mila euro. Per i professionisti sostanzialmente si alza la soglia attuale del regime forfettario da 30 a 65 mila euro, per le imprese da 50 a 65 mila. La platea dei beneficiari dovrebbe così estendersi dai circa 950 mila soggetti attuali a oltre un milione e mezzo. La flat tax costa circa 1,5 miliardi di euro.


Nella manovra ci sarà anche una "mini flat tax" del 5%, per un periodo di 3-5 anni, per le start-up dei giovani fino a 35 anni di età, sempre con un tetto di ricavi a 65 mila euro. Dal 2019 scatta poi la cedolare secca del 21% sull'affitto di negozi e immobili commerciali, e si applicherà solo ai nuovi contratti. Anche dalla flat tax si attende un impulso alla crescita economica.


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LE PENSIONI

Quota 100, le regole
per l'uscita

Dal 2019 si potrà andare in pensione prima. Invece di aspettare 67 anni d'età (con 20 anni di contributi) basterà raggiungere «quota 100», cioè avere un'età che sommata ai versamenti Inps faccia appunto almeno 100. Ma con alcuni paletti: l'età non potrà essere inferiore a 62 anni (e quindi in questo caso ci vorranno almeno 38 anni di contributi) mentre gli anni di versamenti non potranno essere meno di 36 o 37 (il dettaglio di quota 100 verrà definito con la manovra di metà ottobre). Dovrebbe inoltre essere abbassata la soglia per accedere alla pensione anticipata: da 43 anni e 3 mesi di contributi indipendentemente dall'età a 41 e mezzo. La riforma dovrebbe costare il primo anno fra 6 e 8 miliardi. La platea potenziale di lavoratori che potrebbero andare in pensione prima è di circa 400 mila. Converrà soprattutto a quelli delle aziende in crisi.


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40

miliardi di euro , secondo alcune stime, sarebbe il conto della manovra per attuare le misure di Lega e Cinque Stelle

2,4

per cento
il rapporto
tra il deficit
e il Pil inserito dal governo nella nota
di aggiornamento al Def

12,5

miliardi
di euro
le risorse
da inserire nella legge
di Bilancio per sterilizzare l'aumento dell'Iva

10

miliardi
di euro i fondi necessari
per realizzare
il reddito di cittadinanza per chi è
in condizioni
di indigenza

7

miliardi di euro la stima per l'anticipo della pensione
a quota 100 chiesto dalla Lega modificando la legge Fornero

1,5

miliardi di euro i soldi che verranno usati per risarcire
i risparmiatori frodati dalle banche nell'acquisto
di titoli a rischio