scarica l'app
MENU
Chiudi
11/03/2020

quando un commissario È davvero utile

Il Piccolo di Trieste - giovanni bellarosa

Recentemente è stato reso noto l'aggiornamento sulla ricostruzione del ponte Morandi a Genova che procede in modo rapido. In tanto buio è una notizia confortante dopo che la prima fase, fatta di recriminazioni e minacce impulsive e punitive, aveva fatto temere che l'opera si sarebbe perduta nei meandri delle solite parole e dei rinvii. La disponibilità dell'architetto Renzo Piano e l'affidabilità degli esecutori, due tra le migliori imprese italiane, Impregilo e Fincantieri, ha prodotto il miracolo. Ha pure giovato lo spegnersi dell'interesse mediatico dopo che il governo ha impegnato un tempo spropositato, non ore o giorni, solo per scrivere il decreto legge d'emergenza, per poi modificarlo più volte.Non si deve però ignorare che la ricostruzione e la connessa ripresa è stata messa nelle mani, oltre che delle società costruttrici, di due commissari, il presidente della Regione Liguria, commissario per l'emergenza, e il sindaco di Genova, delegato per la ricostruzione del manufatto. È così subentrata la sobria efficienza dei due enti del territorio, e di chi li governa. È la conferma, non certo la sola, che le istituzioni di autonomia e in particolare quelle del Nord, sono riuscite a sconfessare coloro che considerano le Regioni come una sorta di ente parassitario e poco utile (esempi negativi non ne mancano, come dappertutto) e ripropongono riforme costituzionali centraliste come quella respinta nel '16.L'esempio di Genova consente poi di riflettere su una delle cause della crisi del Paese e del blocco dell'economia. L'avere affidato il compito a due Commissari, responsabili di tutto, è stata la scelta vincente per infrangere quella gabbia fatta di lacci e lacciuoli dove ciascuno si ritiene autorizzato a esercitare la propria autorità di controllo e interdizione senza rispondere rispetto all'interesse pubblico primario, cioè realizzare le opere necessarie al Paese. Questa è la burocrazia autoreferenziale. I commissari straordinari servono a superare questo stallo: non sempre la soluzione funziona (lo si è visto nella ricostruzione del centro Italia), ma se il governo, al quale solo spetta la nomina, sceglie persone adeguate e capaci legate alla gestione del proprio territorio, allora il meccanismo produce un'accelerazione straordinaria. Per fare un esempio, la terza corsia dell'A4 oggi non esisterebbe se, dopo un incidente gravissimo, l'allora presidente della Regione, Renzo Tondo, non avesse preteso e ottenuto il commissariamento e che la gestione dell'intervento fosse affidata alla Regione attraverso la partecipata Autovie. Il segreto di questo istituto singolare è il poter agire anche derogando alle norme vigenti ma sarebbe gravemente errato ritenere che ciò voglia dire poter procedere nell'arbitrio: le possibilità di deroga sono sempre prefissate e sempre da motivare e possono essere più o meno ampie. È ben vero che dietro la semplificazione si può annidare il pericolo dell'infiltrazione mafiosa o della corruttela, mali però che non sono scomparsi con la burocrazia delle carte, dei certificati, delle regole giustamente definite "lunari" del Codice degli appalti e neppure dopo che è stata realizzata l'Autorità nazionale anticorruzione la quale ha sovrapposto il peso del proprio potere e dei propri interventi, entrambi eccessivi, a quelli esistenti e a procedure già ipertrofiche.È di assoluta evidenza che non sono le carte bensì l'efficienza degli organi investigativi preposti a dover arginare quei pericoli e sono l'onestà e concreta capacità delle persone dei commissari a fare la differenza. Anziché parlare quindi di grandi riforme, delle quali attualmente siamo incapaci, varrebbe la pena varare un piano per affidare subito le grandi opere pubbliche, finanziate ma da sempre ferme nei ministeri, a commissari, avvalendosi appunto delle Regioni, almeno quelle che hanno dimostrato di possedere capacità e risorse umane, confermando di saperle mobilitare anche per gestire al meglio l'attuale emergenza sanitaria. Oltretutto sarebbe un metodo facile per colpire l'eventuale inefficienza e le connesse responsabilità del commissario e dell'ente anziché insabbiarle e così nasconderle nei meandri di una burocrazia centrale spesso inetta e non responsabile. -© RIPRODUZIONE RISERVATA