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24/06/2021

“Puzza e rischio sanitario Così saremo costretti a tenere le mascherine”

La Repubblica - Cecilia Gentile

L'allarme dei medici
Nella capitale spiega Magi dell'Omceo - vivremo il paradosso di essere in zona bianca e dover mantenere le protezioni"
«A Roma rischiamo il paradosso: di essere l'unica città di una zona bianca che mantiene le mascherine in strada. Stavolta non per il covid, ma per le montagne di rifiuti fuori dei cassonetti».
Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, è furibondo: per decisione del governo dal 28 giugno i cittadini delle regioni bianche potranno girare senza indossare la mascherina, ma nella capitale si profila un altro uso della protezione facciale, quello contro i miasmi della spazzatura in strada e l'imperversare delle mosche intorno ai rifiuti organici. «Siamo in piena emergenza igienica - spiega il medico - che se protratta potrebbe essere l'anticamera dell'emergenza sanitaria».
Vuol dire che i rifiuti per il momento non sono come il virus che produce infezione, ma la combinazione di immondizia che marcisce in strada, di alte temperature, ieri, per esempio, il termometro è arrivato a segnare i 34 gradi, e di animali richiamati dalla spazzatura, potrebbe aprire le porte alle infezioni. «Ormai - continua Magi - intorno ai cassonetti pullula un vero zoo: blatte, mosche, vermi, topi, piccioni, cornacchie, gabbiani, cinghiali. La situazione è ad alto rischio». Per questo oggi il presidente di Omceo Roma invierà a Regione, Comune e prefettura una lettera in cui chiede l'intervento immediato per rimuovere dalla strada i rifiuti e assicurare un regolare svuotamento dei cassonetti, utilizzando tutte le discariche disponibili. «Ritengo che certe situazioni debbano essere risolte, a tutela della salute di tutti quanti oltre che del decoro», spiega. Infatti non è più solo una questione di decoro, quello invocato ieri dai commercianti per il rispetto dei cittadini e per rendere più attrattiva Roma ai turisti internazionali. È ormai una necessità igienica.
«Non solo per i residenti, ma anche per i lavoratori Ama il rischio di infezioni è oggettivo. Sempre più di frequente ci arrivano segnalazioni sulle condizioni disumane in cui gli operatori sono costtretti a rimuovere i rifiuti da terra - aggiunge Natale Di Cola, segretario Cgil Roma e Lazio - ed è da irresponsabili non aver ancora trovato una soluzione».
Già da venerdì scorso Ama sapeva di dover rincorrere la crisi: per la manutenzione di alcuni impianti dentro e fuori regione, sulle 19mila tonnellate di rifiuti indifferenziati accumulati in sette giorni erano rimaste a terra oltre 1.500 tonnellate. Ma il colpo di grazia lo ha dato un guasto all'impianto di trattamento meccanico biologico di Viterbo.
Ora a complicare la situazione c'è lo sciopero nazionale del comparto igiene ambientale fissato per il prossimo 30 giugno. La protesta è contro l'applicazione dell'articolo 177 della legge 50/2016 "codice degli appalti", che obbliga le aziende concessionarie ad esternalizzare l'80% di tutte le attività. «Un articolo che mette a forte rischio decine di migliaia di posti di lavoro», dice Di Cola.
I numeri della crisi 45% La differenziata La raccolta differenziata a Roma è ferma al 45%.
1600 Tonnellate per strada L'Ama ha calcolato che fino a domenica resteranno per strada circa 1600 tonnellate di spazzatura 2500 Indifferenziata prodotta Roma produce ogni giorno 2500 tonnellate di rifiuti indifferenziati

Foto: kIl medico Antonio Magi, presidente dell'ordine dei medici